Translate

lunedì 13 febbraio 2017

Fauna bentonica DSB

Finalmente dopo 2 mesi il DSB si è mosso anche dal punto di vista della macrofauna bentonica, adesso ben evidente.
Che dire? Ottimo!!!
Si procede a gonfie vele!

martedì 7 febbraio 2017

Secondo mese

Le cose vanno un po' a rilento e la vasca si accinge al compimento del secondo mese con qualche ritardo sulla tabella di marcia.
Il problema maggiore è stata la comparsa di Aiptasia nelle rocce vive che dovevano inoculare il sistema. Questo fatto mi ha costretto a eliminarle tutte mio malgrado.
Ma in pratica ho eliminato l'unica fonte di vita e la vasca ha reagito di conseguenza: maturazione lentissima e motori al 50%.
Da qui la decisione di prendere nuove rocce vive per dare una svolta alla situazione. Rocce e qualche Trochus erbivora.
Tutto è arrivato oggi e si trova ora in vasca alla rinfusa!
E le sorprese non finiscono qui! Perché la vita portata dalle rocce non sempre è utile. Ecco dunque che per puro caso mi sono imbattuto in una piccola Cicala mantis!!! La povera malcapitata è stata eliminata ma di sicuro ho salvato qualche futuro pesce!
A presto per futuri aggiornamenti!!!

sabato 7 gennaio 2017

Primo mese

Eccoci al primo mese di maturazione.
Il bilancio è sia positivo che negativo. Purtroppo le rocce vive inserite in vasca hanno da subito presentato il problema aiptasia. Questo fatto mi ha demoralizzato, visto che ho dovute eliminare tutto e seccare le rocce al più presto.
Le mie speranze di non avere altri anemoni di vetro in vasca sono molto limitate. Ad oggi ne ho trovate tre sul vetro frontale e le ho prontamente rimosse. Ma la loro presenza mi scoraggia parecchio. Credo che molto probabilmente mi troverò costretto a svuotare e ripartire, ma non voglio assolutamente avere a che fare con quelle bastarde! Ci sono già passato...
Dunque, ciò di positivo che dopo un mese osservo potrebbe essere vano. Vedremo. Comunque ho passato una blanda fase di diatomee e adesso compaiono timidamente le prime filamentose. Le rocce morte prendono colore e si colonizzano, mentre la vasca è letteralmente invasa da copepodi!
Ecco qualche foto.
A presto!

sabato 24 dicembre 2016

mercoledì 21 dicembre 2016

Motori al 90%

Acrilico pulito; skimmer in funzione; STC1000 in arrivo; reattore in funzione (senza CO2); fotoperiodo partito; pompe al 30%... Direi che ci siamo!
Ho pulito l'acrilico e fatto qualche scatto: acqua ancora non limpida ma l'effetto parla da solo...
A voi!

sabato 17 dicembre 2016

Profondo blu

Ci siamo.
Con l'arrivo delle rocce vive (splendide grazie all'amico Kevin Simonetti) la rocciata ha preso forma e le luci cominciano ad accendersi...
Le prossime cose da fare mi vedranno intento a ultimare le verifiche tecniche (per ora ho perso solo una elettrovalvola e il termostato) e portare il sistema ai parametri ottimali.
A presto dunque!

giovedì 8 dicembre 2016

08.12.2016

Partito!
Lo stesso giorno che avviai la scorsa vasca, per scaramanzia!
Da oggi si entra in maturazione ufficialmente! Comincio con introdurre batteri (Biodigest una fiala al giorno per 6 giorni) e qualche chilo di sabbia viva.
La sump ancora non è utilizzata e lo skimmer sarà acceso solo dopo a fine del dosaggio batterico.
Subito dopo sarà la volta di qualche chilo di rocce fresche senza ospiti indesiderati e poi...
E poi si aspetta un bel ciclo algale serio!
Via!

domenica 4 dicembre 2016

Deep Sand Bed (DSB): rocce sulla sabbia o su supporti in pvc?

La scelta del metodo di gestione per il proprio acquario di barriera è cruciale e ne condiziona tutta la tecnica: dalle dimensioni della vasca al dimensionamento dello skimmer.
Anche questa volta ho deciso di affidarmi al DSB, un metodo di gestione che mi piace parecchio.
Cruciale, però, è a mio avviso la scelta del materiale da utilizzare per il nostro fondo sabbioso.
Ad oggi spesso si opta per l'acquisto ed utilizzo di bicarbonato di cava a determinate granulometrie. Questa scelta reca indubbi vantaggi economici, in particolare se si vuole allestire una vasca di cospicue dimensioni, ma cela avversità non di poco conto. Infatti, proprio per le caratteristiche fisiche dei granuli, tende ad "impaccare" con maggiore frequenza e facilità e, sempre a mio avviso, è anche più lento in maturazione per la colonizzazione della macro e microfauna.
Differente è l'uso di aragonite oolitica, scelta che io ho sempre adottato. In questo caso parliamo del materiale costituente gli stessi fondi sabbiosi delle barriere coralline, ovvero il miglior substrato possibile in assoluto.
Se, da un lato, non ho mai letto di fondi in aragonite compattatisi, dall'altro l'allestimento richiede un maggiore investimento economico.
È comunque vero, ad onor di cronaca, che una volta acquistata la sabbia può essere riutilizzata più volte, avendo cura di lavarla bene e di far maturare bene il fondo.
Per tutti i vantaggi del DSB vi rimando ad altre letture che invadono il web. 
Invece vorrei soffermarmi su una questione più discussa: quando allestiamo un DSB le rocce vanno o meno poggiate direttamente sulla sabbia?
A prescindere dal fatto che con le giuste attenzioni una vasca con DSB può essere riempita anche dopo aver allestito a secco il layout, le rocce si possono in linea teorica poggiare sulla sabbia solo se si porta la dovuta attenzione ad occupare la minore superficie possibile dello strato sabbioso.
Solitamente, prima di comporre il layout ci si deve interrogare su cosa si vuole fare: vogliamo fare una rocciata leggera (dunque contenuta nelle misure e nel numero di rocce) oppure pesante?
Una rocciata leggera, oltre ad essere più gradevole e garantire migliore circolazione di acqua e nutrienti/cataboliti, richiede minori accorgimenti tecnici. Spesso, infatti, le rocce basali possono essere direttanente poggiate sulla sabbia avendo comunque la certezza di una stabilità del layout.
Di contro, una rocciata pesante occupa più superficie e limita gli scambi e il movimento dell'acqua, aumentando il rischio di ristagni e anossia, ma consente di disporre di maggior spazio per i coralli da allevare. In questo caso, di solito si ricorre all'uso di strutture ad hoc di sostegno, quali i pilastri in pvc forati ricavati da tubi del 40 o del 50. Il rischio che si corre utilizzando queste strutture è estetico e funzionale: da una parte, la sabbia spostata dalla corrente potrebbe esporre alla vista le antiestetiche strutture; dall'altra, si ritiene che la loro presenza interrompa la continuità del DSB limitando la migrazione della macrofauna, essenziale per mantenere soffice e poco compatto il substrato.
Ritengo che nell'operare la scelta del migliore compromesso sia necessario tener conto soprattutto del materiale scelto.
Nel mio caso, l'utilizzo di aragonite oolitica, anche se con una rocciata essenziale, mi porta a scegliere l'uso dei pilastri in pvc. Ciò perché la maggiore fluidità del substrato, dovuta alla forma microscopica dei propri granuli, comporta un'alta possibilità di spostamento e migrazione della sabbia anche da sotto le rocce (lungi da me voler vedere la rocciata in bilico!). Infine, perché la maggiore facilità dell'aragonite oolitica nell'essere colonizzata dalla macrofauna porta a scongiurare possibili impaccamenti anche in presenza dei pilastri.
Il mio consiglio, dunque, è quello di operare la scelta più logica e sicura secondo le esperienze ed i progetti e non solo in base ad un discorso economico.
Buon DSB a tutti!!!

sabato 3 dicembre 2016

Ci siamo quasi...

Prove tecniche per i preparativi di una nuova ripartenza!
Per ora tutta la strumentazione tecnica sembra andare molto bene, ad eccezione di una elettrovalvola che, completamente intasata, ha trovato miglior vita.
Ho fatto diverse prove per la rocciata, giungendo alla fine ad un compromesso che potesse star bene sul DSB senza comprometterne la funzionalità.
Dunque per adesso la rocciata definitiva è la seguente, molto libera e leggera così come si addice a questi layout.
Ovviamente, immaginarla coperta di coralli cambia completamente l'immagine!
Punterò all'allevamento di coralli duri sps esclusivamente del genere Acropora, con l'inserimento di qualche lps sulla sabbia (immancabile una Catalaphyllia) e, magari, una bella Tridacna maxima.
Ora mi concedo un mese per provare la tenuta della vasca, la completa funzionalità di tutta la strumentazione, e la ricerca di un ottimo inoculo privo di ospiti indesiderati.
Da adesso in poi conto di riprendere a scrivere e postare aggiornamenti.
A presto dunque!

lunedì 9 maggio 2016

Addio vetro e ben arrivato acrilico!

Ebbene si! Ho abbandonato definitivamente l'idea di fare altre vasche in vetro...

Ho dunque deciso di affidarmi ad un grande amico, Yari Contu (che ringrazio tantissimo) per avviare la mia esperienza con il tanto discusso metacrilato.
Le vasche in acrilico sono croce e delizia per ogni acquariofilo che si rispetti: hanno tantissime proprietà eccellenti (isolamento termico, resistenza, trasparenza elevatissima, peso ridotto) ma un unico grande difetto (si graffiano con facilità e la manutenzione richiede pazienza, tempo e luci sempre accese).
Per il mio personale caso era l'unica soluzione possibile per non correre più rischi di tenuta della vasca, dunque mi sono deciso:
- vasca delle misure 100x65x65 con cornice tirante
- lastre in acrilico da 1 cm con frontale e laterale unico ad angoli stondati

 
 

Domani sarà finita con i fori di carico e scarico. Opterò molto probabilmente per uno sfondo nero nel posteriore e laterale destro.

A presto per le impressioni e, spero, per l'avvio di una nuova avventura!

martedì 20 ottobre 2015

A volte ritornano...

Moglie permettendo, ovviamente!
Sarà un DSB e spero che regga...

  • VASCA EXTRACHIARO 100X64X64
  • LAIII 400 WATT HQI GIESEMANN MEGACHROME CON ICECAP ELETTRONICO
  • BARRE LED ROYAL BLUE 2XBL34  CORALLINEA
  • JBL COOL CONTROL CON 2 SET DA 6 VENTOLE
  • OVERFLOW SYSTEM V2.2 OCEANLIFE
  • 2XTUNZE 6095 SU TUNZE CONTROLLER 7096
  • TERMORISCALDATORE SHEGO 300 WATT SU TERMOSTATO RESUN 
  • pH CONTROLLER WAVE CON EV AQUILI
  • LGr 1401 CON JUMBO
  • LGs 900/II
  • OSMOSI RUWAL 4 STADI DIRETTA IN SUMP CON 2 EV TIMERIZZATE
  • OSMOREGOLATORE RUWAL RWCL
  • RISALITA SICCE SYNCRA SILENT 2.5
  • BACKUP BATTERIA 40 A COMANDATA DA SAFETY CONNECTOR TUNZE
 
STAY TUNED!!!

domenica 16 agosto 2015

mercoledì 22 luglio 2015

Aggiornamento...

A quasi 10 giorni dall'ultimo post posso fare le prime considerazioni.
Aver sostituito la lampada e aver tolto il filtro a letto fluido sono state, sembrerebbe, idee vincenti!
La vasca sta girando benissimo e gli animali stanno rispondendo in maniera splendida.
Direi che è arrivato il momento di riprendere una alimentazione mirata per poter finalmente aiutare i colori...
I valori sono perfetti anche se il KH è ballerino (o forse lo è il test!).






martedì 14 luglio 2015

Punte SPS bruciate? Da Plusrite a Giesemann Megachrome Marine!

Come da titolo ho avuto un brutto mese in cui la vasca ha girato con molta difficoltà.
Ho dovuto mettere in sicurezza l'impianto di rabbocco automatico che adesso lavora sotto lo stretto controllo di due elettrovalvole (e funziona benissimo); ho eliminato il letto fluido; ho sostituito la Plusrite che aveva un paio di mesi di vita.
Tutto è cominciato con alcuni animali che hanno mostrato dei chiari sintomi di malessere, con punte evidentemente bruciate.

Acropora prostrata molto sofferente con tutte le punte bruciate

Una gomezi e una spp bruciate da una proliferazione di Palythoa. In fondo, la kimbeensis con punte bruciate

Al centro una Stylophora subseriata che sta tirando dal basso. Forse la posizione non è graditissima.
Tutti gli altri coralli godevano di ottima salute, anche se l'estroflessione dei polipi non era un granché!
Con i valori in vasca stabili, la temperatura sotto controllo e i cambi d'acqua regolari, il problema più probabile poteva essere legato alla luce.
Gli indiziati potevano essere le barre led o la lampada.
Ho dunque optato in prima istanza per la sostituzione della HQI da 400 watt, passando da una Plusrite da 14000k ad una Giesemann Megachrome Marine da 12500k. Inoltre, vista la conduzione della vasca oramai molto rigorosa, ne ho approfittato per eliminare il filtro a letto fluido.
Ad una settimana da queste modifiche la svolta: gli animali stanno alla grande e hanno ricominciato a crescere e spolipare come non mai.
Ho tagliato le punte bruciate e per adesso non vedo altri danni. Dunque, escludendo le barre led, posso concludere che le Plusrite sono economiche ma celano sorprese... Con la prima lampada non ho avuto problemi, ma questa seconda ha fatto proprio un pessimo lavoro!

La vasca come si presenta adesso
Ho fatto anche un piccolo taleario, funzinale ma certo non bellissimo, sul quale alloggio gli animali che stavano soffrendo la presenza dei Palythoa o la posizione infelice.
Vediamo di procedere con costanza e di tirare fuori crescite e colori...

lunedì 15 giugno 2015

Setting Barre LED deep e royal blue Corallinea BL34 per tagliare HQI 400 watt

Uno dei motivi per cui noi acquariofili siamo affascinati dal mondo del marino tropicale è dato dalle fluorescenze, proprie delle sclerattinie, risaltate dall'utilizzo di luci attiniche.
Attualmente nell'illuminazione degli acquari di barriera è risaputo che l'utilizzo di luce nella gradazione deep e royal blue non solo ha un effetto estetico (risalta le fluorescenze) ma è utile per la crescita e il benessere degli animali.
Ho voluto quindi inserire delle barre led con queste gradazioni luminose per utilizzare i vantaggi offerti appena descritti.
La mia scelta è ricaduta sulle barre BL34 di Corallinea, azienda i cui prodotti mi sono sembrati davvero ben fatti!
Armato di insolita pazienza ho misurato e tagliato il rivestimento del sistema di illuminazione e inserito le barre in posizione laterale.



 


Come si nota dalle immagini, la copertura nella mia vasca data dal modello BL34 è ottimale. Le fotografie sono di pessima qualità (come sempre) ma vogliono essere solamente indicative.

Setting delle Barre Led
Il setting delle barre è molto semplice: come da manuale si seguono le istruzioni per impostare l'ora che verrà mantenuta in memoria dal controller. Si usa per tutte le operazioni un telecomando in dotazione.
Le barre seguono tre impostazioni principali, richiamate nel display illuminato con numeri da 0 a 2.
La modalità di personalizzazione è la 2, all'interno della quale possiamo settare sino a 5 eventi. Nel mio caso ho programmato un'accensione alle 19.05 con una potenza delle barre intorno al 70%. Alle 22.35 la potenza aumenta, con incremento anche alle 23.05 dove arriva al 100%. Il picco è mantenuto per 30 minuti e dalle 23.35 la potenza diminuisce per poi azzerarsi alle 4.05.
Ho impostato tutti e 5 i programmi perché ho notato che in assenza di essi le barre si spegnevano inesorabilmente alle 24. 
Ogni passaggio da una impostazione ad un'altra avviene gradualmente, con effetti di transizione il cui tempo è regolabile (io ho lasciato l'impostazione di fabbrica 010).
L'impostazione di ogni programma in modalità personalizzata è semplice: 
1) per prima cosa si spinge il tasto con l'icona "orologio" nel telecomando, richiamando la funzione 2 nel display;
2) premendo il tasto "scene set" si passa all'impostazione di ora, minuti, durata transizione (010 sempre nel mio caso) e intensità della luce*
3) premendo il tasto "ok" si imposta il programma definito.
4) per passare al programma successivo (per esempio abbiamo impostato il primo setting e vogliamo passare al secondo, terzo, quarto, quinto) si ripete l'operazione spostandosi però sul numero del programma da impostare (ad esempio 2) con le freccie "alto/basso".

*N.B.: ogni volta che nel passaggio 2 vogliamo spostarci da ora a minuti, e poi a transizione e intensità (quest'ultima regolabile quando lampeggia alla fine il numero del programma premendo le icone del "sole con freccia su o giù" per aumentare o diminuire la potenza dei led) si spinge il tasto "scene set" e non "ok"! Ora, minuti e transizione si regolano con le frecce nel telecomando, mentre l'intensità dei led si aumenta e diminuisce con i tasti in alto a sinistra "sole freccia su/freccia giù".

Devo dire che a distanza di una settimana dal montaggio delle barre sono molto soddisfatto della resa, sia cromatica che estetica.
Ottimo acquisto direi!

venerdì 5 giugno 2015

Chemiclean contro i cianobatteri: le verità nascoste?

La situazione dei cianobatteri in vasca era oramai diventata insostenibile e andava fatto qualcosa.
Lasciate perdere chi vi dice che se i cianobatteri compaiono in vasca c'è una ragione specifica, ciò per esperienza vi porterà solamente a spendere soldi inutilmente, potenziando il movimento o cambiando il parco luci, senza venirne a capo.
I cianobatteri, che sono BATTERI e non ALGHE, compaiono sul nostro pianeta una cosa come 3 miliardi e mezzo di anni fa! Si adattano ad ogni condizione e difficilmente se arrivano vanno via.
L'unico modo per contrastare i cianobatteri è la loro estinzione tramite un agente antibiotico o disinfettante. STOP.

Esempi di come era la vasca, invasione in atto!


Anche i vetri cominciavano ad essere colonizzati

In questa immagine si notano i danni che i cianobatteri possono provocare: attaccano alcuni coralli più deboli alla base e ne favoriscono il tiraggio. Nell'immagine al centro una nobilis in difficoltà.

Non solo la sabbia bensì anche la rocciata presenta zone invase.


Interessante la presenza di due specie verosimilmente differenti del genere Cyanobacteria: una appare rossa e vellutata, l'altra marrone e filamentosa.
Al giorno d'oggi è comparso sul mercato un prodotto davvero molto efficace, il Chemiclean, che svolge un'azione selettiva nei confronti di questi indesiderati ospiti.
Il prodotto, venduto in confezione da 2 grammi, appare come una candida polvere che deve essere sciolta in acqua e versata in acquario dopo aver eliminato momentaneamente carboni attivi o resine ed aver assicurato una forte ossigenazione.
Perché una ossigenazione in vasca?
Molti possono pensare che l'ossigeno sia indispensabile per favorire un'azione di ossidazione da parte del preparato. Dal mio punto di vista ciò è completamente errato! 
L'ossigenazione deve, al contrario, essere aumentata perché eliminando i cianobatteri si elimina una forte componente di ossigenazione della vasca. Esatto, i cianobatteri producono ossigeno e i batteri nitrificanti hanno necessità di ossigeno. Ergo, se non si vuole generare un disequilibrio importante in vasca bisogna fare in modo che la reazione avvenga gradualmente, assicurando un apporto supplementare di ossigeno.
Dopo le prime 24 ore dal dosaggio lo skimmer è oramai incontenibile (salvo ridurre al minimo l'effetto venturi chiudendo l'aria della pompa), per cui è opportuno "sbicchierare" onde evitare riempimenti immediati del bicchiere stesso e al contempo favorendo la forte ossigenazione richiesta.

Particolare della reazione di schiumazione dello skimmer: da notare che non ho mai modificato l'apertura dell'aria del venturi che, nel mio settaggio, era a tre quarti.
La sump si riempie di schiuma.

Particolare del livello della schiuma in sump dopo le prime 24 ore.
A 48 ore la reazione comincia ad esercitare il massimo effetto e si consiglia un'attenuazione con un cambio del 20% del volume netto di acqua della vasca. Così facendo lo skimmer diviene nuovamente gestibile, si può reinserire il bicchiere e rimettere carboni o resine.
Si sente di qualcuno che ritarda il cambio d'acqua. Lo sconsiglio fortemente. I motivi sono semplici:
1) coloro che commercializzano il prodotto dicono chiaramente in etichetta di fare il cambio dopo 48 ore del 20% del volume netto di acqua della vasca e, se lo scrivono, avendo loro sperimentato il prodotto, ci saranno serie ragioni che vanno oltre la superficialissima osservazione dell'acquariofilo medio che "non fa il cambio perché ci sono ancora i ciano"! Per cortesia...;
2) gli animali dopo 48 ore vanno in sofferenza, evidente nelle Pocillopore e tenuis e in alcuni LPS come Euphyllia (almeno da mia osservazione);
3) con nuova acqua apportiamo equilibrio e diluiamo (oltre ad asportare con l'acqua vecchia eliminata) al contempo inquinanti organici che possono essersi accumulati in vasca, soprattutto se lo skimmer è stato sbicchierato;
4) ci sarebbero chissà quante altre ragioni per cui è meglio seguire le indicazioni della casa madre, ma mi fermo a queste tre, più che ragionevoli, che dovrebbero essere sufficienti a suffragio del cambio.

Particolare di uno sei polipi dell'Euphyllia parancora che è diventato un palloncino! L'animale mostra segni evidenti di insofferenza al trattamento trascorse 48 ore.
Nel caso in cui i ciano non siano completamente scomparsi a 5 giorni dal trattamento è necessario ripetere. Qualcuno lo fa subito, qualcuno aspetta un mese. Io lo farei (e forse farò) immediatamente se gli animali non sono in grossa difficoltà, onde evitare che i ciano riprendano a moltiplicarsi.
Suggerisco di seguire sempre le indicazioni riportate, di non sottodosare mai il prodotto, di non usarlo come metodo preventivo e di non aspirare i ciano dalla vasca ma di lasciarli stare e vedere se il prodotto li ha eliminati tutti o meno! Ora motiverò tutte queste mie indicazioni.

Chemiclean: le verità nascoste?
Come tutti i batteri che si rispettino, anche i cianobatteri possono andare incontro a fenomeni di resistenza ai farmaci. Il Chemiclean è un farmaco, tanto che in Italia non è commercializzato perché, altrimenti, dovrebbe essere sottoposto a validazioni da parte degli enti e delle commissioni preposti.
Dunque, dosare di meno è l'errore più comune che si possa commettere e che porta, inesorabilmente, alla forte possibilità di incontrare fenomeni di resistenza. Ecco perché non sottodosare e non dare alla carlona dosi minime a scopo preventivo che non servono a un bel niente!
Parliamo di dosaggio. L'unica cosa certa che il Chemiclean offre è la dose. Una dose molto ben determinata, ovvero un cucchiaino per ogni 38 litri. La diluizione fa sì che sia ben nota la concentrazione del farmaco in acqua. A cosa serve questo?
Da qui si apre un discorso estremamente interessante che nasce da mie riflessioni personali e non da analisi certe. Dunque, vi è sempre il beneficio del dubbio.
Il fatto che la dose sia certa mi fa credere che il Chemiclean sia un antibiotico. Non la forma di eritromicina che dichiarano non essere presente (esistono altri composti dell'eritromicina, non solo il succinato), ma un'altra forma o un altro antibiotico.
Perché credo sia un antibiotico?
Anzitutto, per il motivo della non commercializzazione in Italia, come prima spiegato. 
In secondo luogo per l'effetto mirato nei confronti dei cianobatteri in base ad una dose certa. Infatti, tutti i batteri possiedono uno spettro di sensibilità o resistenza a differenti farmaci: questi sono comunemente noti come antibiogrammi (nel caso dei saggi antibiotici). Quel che può contraddistinguere un microrganismo da un altro è la differente sensibilità ad uno o più farmaci. Quando facciamo un antibiogramma per un germe che alberghiamo nel nostro organismo questo viene letto dal medico che, sulla base di dosaggio inferiore, costi limitati, eventuali nostre intolleranze, ecc. fa la prescrizione.
I saggi di resistenza e sensibilità agli antibiotici sui cianobatteri sono ben noti nel mondo scientifico, visto che i ciano rappresentano una potenziale minaccia per la salute pubblica. Essi sono in grado di secernere tossine e di rendere non potabile l'acqua destinata al consumo umano. Inoltre, possono rappresentare degli ottimi indicatori sulla presenza o meno di farmaci in un corpo idrico.
Se si vuole approfondire la ricerca basta consultare i motori specifici quali Pubmed o Web of Science (Knowledge) e si aprirà un vero e proprio mondo.
Detto questo, dato il dosaggio come unica cosa certa (oltre che non è di eritromicina succinato), credo che la base su cui il prodotto agisca sia proprio il cut-off di concentrazione del farmaco: è teoricamente possibile somministrare un antibiotico ad una dose tale da uccidere solo alcuni batteri e non nuocere ad altri. Questo è il caso del Chemiclean, la cui dose è letale per i cianobatteri ma non sufficiente per danneggiare i batteri nitrificanti e denitrificanti della vasca.
Mi riprometto, eventualmente, di avviare sperimentazioni in laboratorio se avrò tempo. Il protocollo sarebbe già chiaro nella mia mente e se qualcuno volesse sperimentare può contattarmi.
Infine, come detto non aspirerei i cianobatteri con i cambi per assicurarmi che il prodotto abbia eliminato tutti i microrganismi dal mio sistema. Se permanessero, invece, procedere al ridosaggio.
 
Perché non dichiarare che il Chemiclean contiene un antibiotico?
Anche questo è a mio avviso molto semplice. Si tratta di ovvie e giustificate strategie di mercato. Ipotizzate che si scriva sulla confezione "contiene eritromicina": chi di voi (soprattutto con DSB) lo comprerebbe? Chi lo avrebbe testato? Pochissimi credo. 
Come spiegare a tutti che esiste un livello di dose del farmaco antibiotico al di sotto del quale si ha una selettività di azione? Corsi gratuiti di microbiologia? A che costo?
Meglio invece scrivere delle verità che tranquillizzano l'utente e lasciare le altre, appunto, nascoste!
 
Detto questo posso fare un'affermazione: il Chemiclean è un prodotto eccezionale che funziona benissimo e vorrei averlo inventato io! Elimina una piaga per noi acquariofili e finalmente offre un'alternativa alle false credenze di fattori favorenti la proliferazione di questi organismi. Probabilmente è vero che una vasca che gira bene non ha cianobatteri, ma non è assolutamente vero che una vasca che gira molto bene non possa presentare un'invasione di questo tanto discusso e odiato ospite!

Scusate la prolissità, ma stavolta ci voleva!