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martedì 20 ottobre 2015

A volte ritornano...

Moglie permettendo, ovviamente!
Sarà un DSB e spero che regga...

  • VASCA EXTRACHIARO 100X64X64
  • LAIII 400 WATT HQI GIESEMANN MEGACHROME CON ICECAP ELETTRONICO
  • BARRE LED ROYAL BLUE 2XBL34  CORALLINEA
  • JBL COOL CONTROL CON 2 SET DA 6 VENTOLE
  • OVERFLOW SYSTEM V2.2 OCEANLIFE
  • 2XTUNZE 6095 SU TUNZE CONTROLLER 7096
  • TERMORISCALDATORE SHEGO 300 WATT SU TERMOSTATO RESUN 
  • pH CONTROLLER WAVE CON EV AQUILI
  • LGr 1401 CON JUMBO
  • LGs 900/II
  • OSMOSI RUWAL 4 STADI DIRETTA IN SUMP CON 2 EV TIMERIZZATE
  • OSMOREGOLATORE RUWAL RWCL
  • RISALITA SICCE SYNCRA SILENT 2.5
  • BACKUP BATTERIA 40 A COMANDATA DA SAFETY CONNECTOR TUNZE
 
STAY TUNED!!!

domenica 16 agosto 2015

mercoledì 22 luglio 2015

Aggiornamento...

A quasi 10 giorni dall'ultimo post posso fare le prime considerazioni.
Aver sostituito la lampada e aver tolto il filtro a letto fluido sono state, sembrerebbe, idee vincenti!
La vasca sta girando benissimo e gli animali stanno rispondendo in maniera splendida.
Direi che è arrivato il momento di riprendere una alimentazione mirata per poter finalmente aiutare i colori...
I valori sono perfetti anche se il KH è ballerino (o forse lo è il test!).






martedì 14 luglio 2015

Punte SPS bruciate? Da Plusrite a Giesemann Megachrome Marine!

Come da titolo ho avuto un brutto mese in cui la vasca ha girato con molta difficoltà.
Ho dovuto mettere in sicurezza l'impianto di rabbocco automatico che adesso lavora sotto lo stretto controllo di due elettrovalvole (e funziona benissimo); ho eliminato il letto fluido; ho sostituito la Plusrite che aveva un paio di mesi di vita.
Tutto è cominciato con alcuni animali che hanno mostrato dei chiari sintomi di malessere, con punte evidentemente bruciate.

Acropora prostrata molto sofferente con tutte le punte bruciate

Una gomezi e una spp bruciate da una proliferazione di Palythoa. In fondo, la kimbeensis con punte bruciate

Al centro una Stylophora subseriata che sta tirando dal basso. Forse la posizione non è graditissima.
Tutti gli altri coralli godevano di ottima salute, anche se l'estroflessione dei polipi non era un granché!
Con i valori in vasca stabili, la temperatura sotto controllo e i cambi d'acqua regolari, il problema più probabile poteva essere legato alla luce.
Gli indiziati potevano essere le barre led o la lampada.
Ho dunque optato in prima istanza per la sostituzione della HQI da 400 watt, passando da una Plusrite da 14000k ad una Giesemann Megachrome Marine da 12500k. Inoltre, vista la conduzione della vasca oramai molto rigorosa, ne ho approfittato per eliminare il filtro a letto fluido.
Ad una settimana da queste modifiche la svolta: gli animali stanno alla grande e hanno ricominciato a crescere e spolipare come non mai.
Ho tagliato le punte bruciate e per adesso non vedo altri danni. Dunque, escludendo le barre led, posso concludere che le Plusrite sono economiche ma celano sorprese... Con la prima lampada non ho avuto problemi, ma questa seconda ha fatto proprio un pessimo lavoro!

La vasca come si presenta adesso
Ho fatto anche un piccolo taleario, funzinale ma certo non bellissimo, sul quale alloggio gli animali che stavano soffrendo la presenza dei Palythoa o la posizione infelice.
Vediamo di procedere con costanza e di tirare fuori crescite e colori...

lunedì 15 giugno 2015

Setting Barre LED deep e royal blue Corallinea BL34 per tagliare HQI 400 watt

Uno dei motivi per cui noi acquariofili siamo affascinati dal mondo del marino tropicale è dato dalle fluorescenze, proprie delle sclerattinie, risaltate dall'utilizzo di luci attiniche.
Attualmente nell'illuminazione degli acquari di barriera è risaputo che l'utilizzo di luce nella gradazione deep e royal blue non solo ha un effetto estetico (risalta le fluorescenze) ma è utile per la crescita e il benessere degli animali.
Ho voluto quindi inserire delle barre led con queste gradazioni luminose per utilizzare i vantaggi offerti appena descritti.
La mia scelta è ricaduta sulle barre BL34 di Corallinea, azienda i cui prodotti mi sono sembrati davvero ben fatti!
Armato di insolita pazienza ho misurato e tagliato il rivestimento del sistema di illuminazione e inserito le barre in posizione laterale.



 


Come si nota dalle immagini, la copertura nella mia vasca data dal modello BL34 è ottimale. Le fotografie sono di pessima qualità (come sempre) ma vogliono essere solamente indicative.

Setting delle Barre Led
Il setting delle barre è molto semplice: come da manuale si seguono le istruzioni per impostare l'ora che verrà mantenuta in memoria dal controller. Si usa per tutte le operazioni un telecomando in dotazione.
Le barre seguono tre impostazioni principali, richiamate nel display illuminato con numeri da 0 a 2.
La modalità di personalizzazione è la 2, all'interno della quale possiamo settare sino a 5 eventi. Nel mio caso ho programmato un'accensione alle 19.05 con una potenza delle barre intorno al 70%. Alle 22.35 la potenza aumenta, con incremento anche alle 23.05 dove arriva al 100%. Il picco è mantenuto per 30 minuti e dalle 23.35 la potenza diminuisce per poi azzerarsi alle 4.05.
Ho impostato tutti e 5 i programmi perché ho notato che in assenza di essi le barre si spegnevano inesorabilmente alle 24. 
Ogni passaggio da una impostazione ad un'altra avviene gradualmente, con effetti di transizione il cui tempo è regolabile (io ho lasciato l'impostazione di fabbrica 010).
L'impostazione di ogni programma in modalità personalizzata è semplice: 
1) per prima cosa si spinge il tasto con l'icona "orologio" nel telecomando, richiamando la funzione 2 nel display;
2) premendo il tasto "scene set" si passa all'impostazione di ora, minuti, durata transizione (010 sempre nel mio caso) e intensità della luce*
3) premendo il tasto "ok" si imposta il programma definito.
4) per passare al programma successivo (per esempio abbiamo impostato il primo setting e vogliamo passare al secondo, terzo, quarto, quinto) si ripete l'operazione spostandosi però sul numero del programma da impostare (ad esempio 2) con le freccie "alto/basso".

*N.B.: ogni volta che nel passaggio 2 vogliamo spostarci da ora a minuti, e poi a transizione e intensità (quest'ultima regolabile quando lampeggia alla fine il numero del programma premendo le icone del "sole con freccia su o giù" per aumentare o diminuire la potenza dei led) si spinge il tasto "scene set" e non "ok"! Ora, minuti e transizione si regolano con le frecce nel telecomando, mentre l'intensità dei led si aumenta e diminuisce con i tasti in alto a sinistra "sole freccia su/freccia giù".

Devo dire che a distanza di una settimana dal montaggio delle barre sono molto soddisfatto della resa, sia cromatica che estetica.
Ottimo acquisto direi!

venerdì 5 giugno 2015

Chemiclean contro i cianobatteri: le verità nascoste?

La situazione dei cianobatteri in vasca era oramai diventata insostenibile e andava fatto qualcosa.
Lasciate perdere chi vi dice che se i cianobatteri compaiono in vasca c'è una ragione specifica, ciò per esperienza vi porterà solamente a spendere soldi inutilmente, potenziando il movimento o cambiando il parco luci, senza venirne a capo.
I cianobatteri, che sono BATTERI e non ALGHE, compaiono sul nostro pianeta una cosa come 3 miliardi e mezzo di anni fa! Si adattano ad ogni condizione e difficilmente se arrivano vanno via.
L'unico modo per contrastare i cianobatteri è la loro estinzione tramite un agente antibiotico o disinfettante. STOP.

Esempi di come era la vasca, invasione in atto!


Anche i vetri cominciavano ad essere colonizzati

In questa immagine si notano i danni che i cianobatteri possono provocare: attaccano alcuni coralli più deboli alla base e ne favoriscono il tiraggio. Nell'immagine al centro una nobilis in difficoltà.

Non solo la sabbia bensì anche la rocciata presenta zone invase.


Interessante la presenza di due specie verosimilmente differenti del genere Cyanobacteria: una appare rossa e vellutata, l'altra marrone e filamentosa.
Al giorno d'oggi è comparso sul mercato un prodotto davvero molto efficace, il Chemiclean, che svolge un'azione selettiva nei confronti di questi indesiderati ospiti.
Il prodotto, venduto in confezione da 2 grammi, appare come una candida polvere che deve essere sciolta in acqua e versata in acquario dopo aver eliminato momentaneamente carboni attivi o resine ed aver assicurato una forte ossigenazione.
Perché una ossigenazione in vasca?
Molti possono pensare che l'ossigeno sia indispensabile per favorire un'azione di ossidazione da parte del preparato. Dal mio punto di vista ciò è completamente errato! 
L'ossigenazione deve, al contrario, essere aumentata perché eliminando i cianobatteri si elimina una forte componente di ossigenazione della vasca. Esatto, i cianobatteri producono ossigeno e i batteri nitrificanti hanno necessità di ossigeno. Ergo, se non si vuole generare un disequilibrio importante in vasca bisogna fare in modo che la reazione avvenga gradualmente, assicurando un apporto supplementare di ossigeno.
Dopo le prime 24 ore dal dosaggio lo skimmer è oramai incontenibile (salvo ridurre al minimo l'effetto venturi chiudendo l'aria della pompa), per cui è opportuno "sbicchierare" onde evitare riempimenti immediati del bicchiere stesso e al contempo favorendo la forte ossigenazione richiesta.

Particolare della reazione di schiumazione dello skimmer: da notare che non ho mai modificato l'apertura dell'aria del venturi che, nel mio settaggio, era a tre quarti.
La sump si riempie di schiuma.

Particolare del livello della schiuma in sump dopo le prime 24 ore.
A 48 ore la reazione comincia ad esercitare il massimo effetto e si consiglia un'attenuazione con un cambio del 20% del volume netto di acqua della vasca. Così facendo lo skimmer diviene nuovamente gestibile, si può reinserire il bicchiere e rimettere carboni o resine.
Si sente di qualcuno che ritarda il cambio d'acqua. Lo sconsiglio fortemente. I motivi sono semplici:
1) coloro che commercializzano il prodotto dicono chiaramente in etichetta di fare il cambio dopo 48 ore del 20% del volume netto di acqua della vasca e, se lo scrivono, avendo loro sperimentato il prodotto, ci saranno serie ragioni che vanno oltre la superficialissima osservazione dell'acquariofilo medio che "non fa il cambio perché ci sono ancora i ciano"! Per cortesia...;
2) gli animali dopo 48 ore vanno in sofferenza, evidente nelle Pocillopore e tenuis e in alcuni LPS come Euphyllia (almeno da mia osservazione);
3) con nuova acqua apportiamo equilibrio e diluiamo (oltre ad asportare con l'acqua vecchia eliminata) al contempo inquinanti organici che possono essersi accumulati in vasca, soprattutto se lo skimmer è stato sbicchierato;
4) ci sarebbero chissà quante altre ragioni per cui è meglio seguire le indicazioni della casa madre, ma mi fermo a queste tre, più che ragionevoli, che dovrebbero essere sufficienti a suffragio del cambio.

Particolare di uno sei polipi dell'Euphyllia parancora che è diventato un palloncino! L'animale mostra segni evidenti di insofferenza al trattamento trascorse 48 ore.
Nel caso in cui i ciano non siano completamente scomparsi a 5 giorni dal trattamento è necessario ripetere. Qualcuno lo fa subito, qualcuno aspetta un mese. Io lo farei (e forse farò) immediatamente se gli animali non sono in grossa difficoltà, onde evitare che i ciano riprendano a moltiplicarsi.
Suggerisco di seguire sempre le indicazioni riportate, di non sottodosare mai il prodotto, di non usarlo come metodo preventivo e di non aspirare i ciano dalla vasca ma di lasciarli stare e vedere se il prodotto li ha eliminati tutti o meno! Ora motiverò tutte queste mie indicazioni.

Chemiclean: le verità nascoste?
Come tutti i batteri che si rispettino, anche i cianobatteri possono andare incontro a fenomeni di resistenza ai farmaci. Il Chemiclean è un farmaco, tanto che in Italia non è commercializzato perché, altrimenti, dovrebbe essere sottoposto a validazioni da parte degli enti e delle commissioni preposti.
Dunque, dosare di meno è l'errore più comune che si possa commettere e che porta, inesorabilmente, alla forte possibilità di incontrare fenomeni di resistenza. Ecco perché non sottodosare e non dare alla carlona dosi minime a scopo preventivo che non servono a un bel niente!
Parliamo di dosaggio. L'unica cosa certa che il Chemiclean offre è la dose. Una dose molto ben determinata, ovvero un cucchiaino per ogni 38 litri. La diluizione fa sì che sia ben nota la concentrazione del farmaco in acqua. A cosa serve questo?
Da qui si apre un discorso estremamente interessante che nasce da mie riflessioni personali e non da analisi certe. Dunque, vi è sempre il beneficio del dubbio.
Il fatto che la dose sia certa mi fa credere che il Chemiclean sia un antibiotico. Non la forma di eritromicina che dichiarano non essere presente (esistono altri composti dell'eritromicina, non solo il succinato), ma un'altra forma o un altro antibiotico.
Perché credo sia un antibiotico?
Anzitutto, per il motivo della non commercializzazione in Italia, come prima spiegato. 
In secondo luogo per l'effetto mirato nei confronti dei cianobatteri in base ad una dose certa. Infatti, tutti i batteri possiedono uno spettro di sensibilità o resistenza a differenti farmaci: questi sono comunemente noti come antibiogrammi (nel caso dei saggi antibiotici). Quel che può contraddistinguere un microrganismo da un altro è la differente sensibilità ad uno o più farmaci. Quando facciamo un antibiogramma per un germe che alberghiamo nel nostro organismo questo viene letto dal medico che, sulla base di dosaggio inferiore, costi limitati, eventuali nostre intolleranze, ecc. fa la prescrizione.
I saggi di resistenza e sensibilità agli antibiotici sui cianobatteri sono ben noti nel mondo scientifico, visto che i ciano rappresentano una potenziale minaccia per la salute pubblica. Essi sono in grado di secernere tossine e di rendere non potabile l'acqua destinata al consumo umano. Inoltre, possono rappresentare degli ottimi indicatori sulla presenza o meno di farmaci in un corpo idrico.
Se si vuole approfondire la ricerca basta consultare i motori specifici quali Pubmed o Web of Science (Knowledge) e si aprirà un vero e proprio mondo.
Detto questo, dato il dosaggio come unica cosa certa (oltre che non è di eritromicina succinato), credo che la base su cui il prodotto agisca sia proprio il cut-off di concentrazione del farmaco: è teoricamente possibile somministrare un antibiotico ad una dose tale da uccidere solo alcuni batteri e non nuocere ad altri. Questo è il caso del Chemiclean, la cui dose è letale per i cianobatteri ma non sufficiente per danneggiare i batteri nitrificanti e denitrificanti della vasca.
Mi riprometto, eventualmente, di avviare sperimentazioni in laboratorio se avrò tempo. Il protocollo sarebbe già chiaro nella mia mente e se qualcuno volesse sperimentare può contattarmi.
Infine, come detto non aspirerei i cianobatteri con i cambi per assicurarmi che il prodotto abbia eliminato tutti i microrganismi dal mio sistema. Se permanessero, invece, procedere al ridosaggio.
 
Perché non dichiarare che il Chemiclean contiene un antibiotico?
Anche questo è a mio avviso molto semplice. Si tratta di ovvie e giustificate strategie di mercato. Ipotizzate che si scriva sulla confezione "contiene eritromicina": chi di voi (soprattutto con DSB) lo comprerebbe? Chi lo avrebbe testato? Pochissimi credo. 
Come spiegare a tutti che esiste un livello di dose del farmaco antibiotico al di sotto del quale si ha una selettività di azione? Corsi gratuiti di microbiologia? A che costo?
Meglio invece scrivere delle verità che tranquillizzano l'utente e lasciare le altre, appunto, nascoste!
 
Detto questo posso fare un'affermazione: il Chemiclean è un prodotto eccezionale che funziona benissimo e vorrei averlo inventato io! Elimina una piaga per noi acquariofili e finalmente offre un'alternativa alle false credenze di fattori favorenti la proliferazione di questi organismi. Probabilmente è vero che una vasca che gira bene non ha cianobatteri, ma non è assolutamente vero che una vasca che gira molto bene non possa presentare un'invasione di questo tanto discusso e odiato ospite!

Scusate la prolissità, ma stavolta ci voleva!

lunedì 11 maggio 2015

Alimentazione dei coralli nell'acquario di barriera

La vasca è oramai stabile: valori perfetti, DSB maturo, animali abbondanti!
Dopo il periodo di abbattimento dei nutrienti si era giunti ad una stasi nelle crescite: era dunque il momento di iniziare il dosaggio del cibo per i mie amati coralli.
L'alimentazione dei coralli (SPS e LPS) in un acquario di barriera è argomento discusso e ancora controverso.
Ho letto molto a riguardo e sono giunto alla conclusione che ogni vasca fa storia a sé. Noterete che alcuni non dosano alcun cibo specifico e si limitano ad alimentare i pesci, mentre altri dosano un insieme vario di alimenti con dosaggi quasi sempre adattati alle esigenze della vasca.
Quando ho avviato la vasca un anno e mezzo fa, le mie convinzioni iniziali mi portavano a pensare di poter alimentare indirettamente le sclerattinie grazie all'abbondante presenza di pesci e ad un refugium alimentare.
Ad oggi devo ricredermi, visto che nonostante i tanti pinnuti in vasca mi sono reso conto della necessità di fornire una integrazione diretta adeguata.
Ho cominciato da una settimana a dosare un prodotto della OceanLife (Coral Food Powder), al quale affiancherò a breve anche degli aminoacidi (sempre OceanLife). In questa fase iniziale, per non confondermi le idee, doso poco e separatamente, per poter valutare le reazioni.
Come appena detto, faccio attenzione al dosaggio (inferiore comunque a quello consigliato) e alla frequenza (doso a giorni alterni), visto che ancora non ho una risposta evidente degli animali che mi sugggerisca come comportarmi. Nel frattempo, osservando la vasca cerco di leggere i cambiamenti di alcuni coralli che reputo validi indicatori del comportamento a seguito dell'alimentazione.
Questo, per me, è un altro punto di partenza nell'apprendimento della gestione di un biotopo tanto complesso quanto affascinante.
Diciamo che, per l'ennesima volta, vivo una ripartenza che comincia da qui!






martedì 21 aprile 2015

Breve aggiornamento a 3 settimane dal cambio skimmer

Un breve aggiornamento fotografico a tre settimane dal passaggio a LGs900/II.
Evidente il miglioramento della vasca che tende verso lo "smagrimento" e, dunque, qualche colore in più (in meno era ddifficile!).
Ho purtroppo perso un Cromis viridis (il più piccolo esiliato e maltrattato dal branco), la Salarias fasciatus, la Archaster typicus e una Strombus (queste ultime vittime della Catalaphyllia).
Peccato, proprio una settimana difficile...





venerdì 10 aprile 2015

Farewell Salarias fasciatus...

Dopo un anno e mezzo mi lascia così, all'improvviso...
Ospite bellissimo e simpaticissimo che, però, ha il brutto vizio di regredire improvvisamente, dimagrendo, senza apparente motivo.
Qualcuno ha osservato che inserendo un nuovo esemplare, a volte, si interrompe questa regressione che, ahimè, conduce inesorabilmente alla morte.
Posso dire di aver notato da tempo che il pesce dimagriva, forse per mancanza di alghe in quantità, o forse per un forte stress dovuto all'assenza di una tana. La sua, infatti, da tempo non era più praticabile e non ne ha mai cercata né voluta un'altra.
Oggi, al mio rientro, oltre a dover per l'ennesima volta staccare la stella marina dalle fauci della Catalaphyllia (la mia stella non ha più braccia, infatti non so neanche se poterla continuare a ritenere una...stella!) ho trovato il corpo della mia amata Salarias riverso sul fondo.
Mi piace ricordarla così...
 


lunedì 30 marzo 2015

Skimmer LGMAquari modello LGs900/II

Finalmente ho potuto fare qualcosa che covavo da un po' di tempo in testa: rendere il suo "bambino" a Michele e acquistare il mio primo schiumatoio in assoluto.
Dopo l'esperienza con LGs800sp (compagno di viaggio per questo anno e mezzo grazie alla estrema cortesia, ripeto, di Michele che se ne è privato per prestarmelo), non potevo che scegliere in sostituzione un altro prodotto della LGMAquari, ovvero LGs900/II.
Credo che i prodotti LGM siano ottimi, infatti oltre allo skimmer ho anche il reattore di calcio LGr1401 che sfida il secondo principio della termodinamica per efficienza!
Devo anche ringraziare Yari Contu, amico appassionatissimo e persona realmente unica, con il quale ho condiviso tutto il percorso dell'acquisto e che mi ha sempre aiutato e consigliato al meglio. Non a caso anche lui, prima di me, è felice possessore di un LGs900/II. Sarà interessante confrontarsi sulle prestazioni in base alle differenti conduzioni delle nostre vasche made in Sardinia.
SPECIFICHE
Veniamo a noi.
Avendo posseduto per un anno e mezzo il modello 800sp, sono in grado di fare delle prime stime e confronti tra la "vecchia" (ma evergreen) generazione di skimmer e la nuova.
Non solo i vestiti cambiano (la nuova linea si veste di bianco), bensì vi sono alcune modifiche che di certo rendono più semplice e piacevole la gestione dell'apparecchio:
- il bicchiere non è più troppo "duro" e l'inserimento e la rimozione risultano semplicissimi;
- lo scarico è ugualmente facilissimo da sollevare od abbassare, cosa che lo rende estremamente sensibile e ha reso necessario l'inserimento di una vite per bloccare la regolazione;
- la pompa di schiumazione è una psk1000 (l'800sp, così come il nuovo modello 800/II montano la psk600);
- la colonna di contatto è di 150 mm di diametro per entrambi e credo che si possa per entrambi dire che sono perfetti per acquari fino a 1000 litri senza troppo carico organico, oppure sui 700/800 litri "spinti";
- è presente un silenziatore per il venturi, quindi il crepitio classico dei modelli vecchi è solo un ricordo;
- il rubinetto di regolazione dell'aria è adesso integrato con attacchi John Guest per l'inserimento anche del tubicino trasparente (prima era un semplice rubinetto terminale).
 

Particolare della vite che blocca lo scarico una volta regolato il livello

REGOLAZIONE E MESSA IN OPERA
La regolazione dello skimmer è piuttosto semplice:
- una volta inserito in sump si accende la pompa di carico dedicata (io uso una Newa 1700 regolabile);
- si regola il livello alzando/abbassando lo scarico in modo da riempire la colonna di contatto fino al limite superiore del "gradino" di battuta del bicchiere;
- con un contenitore tarato si calcolano i litri in uscita dallo scarico (nel mio caso con la pompa al minimo ho 935 l/h, ideali per questo skimmer per il quale si consigliano massimo 950 l/h);
- si accende la pompa di schiumazione e si regola l'aria con il rubinetto (di solito in partenza si regola l'apertura "a ore 2";
- si fa lavorare lo skimmer per almeno 2-3 giorni, in modo che si "sporchi", per poi controllare nuovamente le regolazioni;
- il gioco è fatto!

Particolare del livello di acqua che si porta a lambire il limite superiore del gradino di battuta del bicchiere
Lo skimmer a questo punto comincia la schiumazione. Nel mio caso posso dire che sia entrato a regime già dopo 4 ore dall'installazione!
Ad oggi, dopo 3 giorni, schiuma già benissimo come si può vedere dall'immagine che segue.



Che dire... Schiumatoio bellissimo, ben fatto e performante, che spero mi ripaghi con tantissimi anni di soddisfazione, sia nella vasca attuale che (chi lo sa) nelle future!!!
AD MAJORA!!!

venerdì 6 marzo 2015

Ricomincio da qui: pompa di carico dedicata per LGs800sp e refugium alimentato per caduta

Approfittando di un po' di tempo libero, con l'immancabile aiuto dell'amico Michele ho apportato importanti modifiche alla sump ed al refugium.
Niente di complesso da fare, ma che un poco rivoluziona l'assetto della vasca.
In pratica, lo skimmer in oggetto è adesso alimentato da una pompa Newa 1700 tarata al minimo. Questa pompa assicura un flusso di carico di 1050 l/h, leggermente sopra l'optimum volumetrico, ma confido che presto, sporcandsi, perda potenza, altrimenti opterò per l'adozione di un ulteriore rubinetto per regolare la portata.
Inoltre, ho momentaneamente allontanato il letto fluido, in attesa che tutto si stabilizzi. Monitoro i fosfati ed il fosforo organico costantemente, pronto ad intervenire con il filtro se dovessi avere problemi. Nel frattempo cercherò di ricavare lo spazio necessario in sump per il suo collocamento.
Infine, il refugium è nuovamente alimentato per caduta dalla vasca principale. Questo è sicuramente un bene per lo sviluppo della microflora e microfauna (è un refugium alimentare) anche se non pochi problemi sorgono nel regolare i livelli e silenziare gli scarichi che portano con sé non poche bolle d'aria.
Il tempo al tempo direi...
Per adesso ricomincio da qui, come da immagini che seguono, con i valori in vasca direi a posto:
NO3 0-1; PO4 0,01;Fosforo organico 4 ppb;Ca 420;KH 10,5;Mg 1320

domenica 1 marzo 2015

LGs800sp e alimentazione da caduta: ecco i pro e i contro secondo la mia esperienza

Gli stessi produttori di questi splendidi skimmer (e non solo, possiedo anche un LGr1401 e lo reputo un reattore di calcio incredibile!) non ne consigliano l'alimentazione per caduta, battendo sulle performance di gran lunga più costanti restituite dall'utilizzo di una pompa dedicata.
Parto da questo presupposto per raccontare la mia esperienza e motivare le mie decisioni in base alle osservazioni di più di un anno.
Ad inizio esperienza, per risparmiare un poco, ho deciso di non utilizzare una pompa di carico dedicata per questo schiumatoio, ma di provare a caricare la camera di contatto dalla caduta della mia vasca.
Ciò ha comportato un dimensionamento dello scarico e della pompa di risalita ad hoc. E così è stato, e ad oggi la mia Sicce Syncra Silent 2,5 assicura un flusso in uscita dallo skimmer di ben 805 l/h, valore quasi ottimale (850 l/h sarebbe l'optimum secondo LGMacquari).
 
I PRO da me riscontrati nella pratica di questa soluzione sono unicamente riferibili ad un punto:
- risparmio energetico attribuibile ad una pompa in meno che, peraltro, rimarrebbe accesa h 24!
 
I CONTRO, invece, sono i seguenti:
- bolle d'aria che entrano in camera di contatto e che possono alterare la corretta idrodinamica di formazione delle bolle per lo schiumato;
- cibo e eventuali altri "corpi grossolani" che vanno a finire direttamente nella camera di contatto e inibiscono la schiumazione per un seppur breve periodo di tempo;
- incostanza di flusso di carico dovuto a diversi fattori, tra cui perdita di potenza della pompa di risalita (dopo un po', si sa, si sporca e incrosta) o intasamento e/o parziale occlusione della griglia e dello scarico.
 
Devo dire che, ultimamente, ho avuto alcuni problemi con lo skimmer, vuoi per una girante consumata, vuoi per una difficile taratura imputabile proprio ad una perdita di potenza della pompa di risalita... Tutto ciò mi ha fatto riflettere e documentare a dovere, al punto che ho modificato molta della mia tecnica senza, invece, considerare la cosa più semplice: avevo una Ferrari e non le davo abbastanza carburante!!! Sfido io che non decollava!!!

Dunque la mia attuale decisione è quella di adottare una pompa dedicata per il carico dello skimmer, così da poter trarre tutti i benefici di questo splendido strumento!

E se adesso la vasca è come appare nelle foto seguenti, figuratevi come sarà quando tutto girerà al 100%