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sabato 24 maggio 2014

Paracanthurus hepatus presente!

Dopo aver esaudito il desiderio di mia figlia con la coppia di ocellaris è giunto il momento di rispettare il volere di mia moglie Manuela con un meraviglioso Paracanthurus hepatus. Anche a me non è che dispiacciano sia ben chiaro!!!
Dunque oggi dalle ore 19 la pacchia per il flavescens è ufficialmente terminata.
In questo momento in vasca è in atto una vera e propria prova di forza tra chirurghi... Lo Zebrasoma è completamente aperto e relega in un angolo il Paracanthurus che, ancora spaventato dall'inserimento, non sa che pesci prendere! Inserisco il video delle prime schermaglie a luci appena accese: non proprio amore a prima vista! Speriamo bene... Di certo non regna la serenità in vasca...
Se tutti sopravvivono tra un paio di giorni sarà riequilibrato il rango e regnerà nuovamente la pace (spero).











venerdì 23 maggio 2014

Se non fosse per le Aiptasia...

Devo dire che la vasca sta girando molto bene! Ho dovuto affrontare la pulizia della pompa dello skimmer, per il resto la tecnica va egregiamente e non mi posso lamentare!
Se non fosse per le odiosissime aiptasie maledette, parlerei allora di un sistema davvero ben avviato e promettente!
Purtroppo, sebbene la sperimentazione del prodotto Aiptasia X fosse soddisfacente, mi sono dovuto arrendere ad una lotta impari... Sostanzialmente è inutile siringare le aiptasie che ci appaiono visibili se questo è fatto con la falsa speranza di debellarle. La sola utilità risiede nel controllarne la crescita!
Ho dunque acquistato 3 Lysmata da un negozio online (in Sardegna cercare Lysmata wrdemanni o boggessi equivale ad ambire ad un 6 al superenalotto!) e, assieme ad una splendida Euphyllia divisa e ad una Acropora staghorn celeste (che ospita un simpaticissimo granchio simbionte, credo un Tetralia nigrolineata) sono arrivati quelli che a detta del negoziante avrebbero dovuto essere dei wurdemanni.
Uso il condizionale perchè, nonostante la livrea sbiadita all'arrivo e l'attuale impossibilità di scorgerli in vasca (chissà dove saranno finiti!) penso proprio di aver ricevuto due boggessi (dalla tipica colorazione scura della coda) e un probabile piccolo wurdemanni.
Anche se a pochissimi giorni dall'inserimento mi sento di fare alcune osservazioni:
- siano wurdemanni o boggessi vi assicuro che il discorso della timidezza è una cavolata pazzesca, perchè tutte le specie appena inserite in vasca si nasconderanno e basta;
- se avete un sistema ricco di nutrienti e cibo alternativo come il mio (che brulica di qualunque ben di dio), la speranza che i nostri amici mangino immediatamente le aiptasie è ZERO! La valutazione del loro possibile ruolo potrete farla solamente dopo quantomeno un mese.
Proprio questo è il termine ultimo che mi sono dato: un mese. 
Fino ad allora non toccherò più una sola aiptasia! 
Se entro un mese non vedrò risultati allora penserò ad altro, ma sempre e solo BIOLOGICO.
Sarà allora la volta di una Berghia verrucicornis? Spero proprio di no!
Comunque, non pensiamoci per ora e godiamoci i nuovi inserimenti in vasca! E la staghorn dopo solo pochissimi giorni sta già tornando completamente celeste!

giovedì 15 maggio 2014

Lotta contro le aiptasie: dall'aceto di vino bianco al tomentosus e ora Aiptasia X della Red Sea

Come ho detto sin dal primo post del blog, vorrei esprimere il mio giudizio su tutto ciò che sperimento nella vasca.
Aprirò diversi post sulla parte tecnica per descrivere le mie impressioni su ogni componente installato e sulla performance ottenuta!
Vorrei cominciare con il prodotto in oggetto: Aiptasia X della Red Sea.
Premetto che all'inizio le aiptasie erano l'ultimo dei miei pensieri: come avrei potuto avere problemi di aiptasie partendo con il 90% del sistema sterile?
Il mio amico Michele ha sempre lottato nelle sue vecchie vasche (non nella bellissima ma sfortunatissima ultima vasca) con questi esseri subdoli, senza mai riuscire ad avere la meglio... Al punto che se parlaste mai con lui vi accorgereste che ha maggior timore delle aiptasie che delle turbellarie!!! E vi ho detto tutto. Proprio per questo motivo sin dal primo momento in cui abbiamo pensato alla realizzazione della vasca il monito iniziale è sempre stato: "Regola n° 1 le AIPTASIE MAI!". Dunque ho attentamente selezionato le rocce vive da inserire in vasca per fungere da inoculo del sistema... Ma evidentemente non troppo attentamente... 
E proprio l'acquisto che reputavo più sicuro, nonché garantito dalla titolare (l'unico fatto in un negozio qua in Sardegna, il resto preso da utenti privati) si è rivelato fatale... Ancora oggi mi pento di quell'acquisto, ma se tornassi indietro penso che lo rifarei per tante ragioni...
Comunque pace... Oggi mi ritrovo con le aiptasie in vasca e la lotta contro questi esseri affascinanti è quotidiana.

Ho iniziato siringando con aceto di vino bianco i pochi individui appena nati, ma non ho ottenuto risultati soddisfacenti. Reputo controproducente questa pratica perché per avere la meglio bisognerebbe essere dei chirurghi, infilzando perfettamente il bersaglio e sperando che tutto il suo corpo vada in degrado... Questo è improbabile, soprattutto se le aiptasie sono piccole. Dunque il risultato più probabile è che ci si ritrovi la vasca con tanti piccoli esemplari sparsi qua e là!
Ho dunque compreso che la soluzione al problema passi per forza attraverso la lotta biologica, di questo sono sempre stato convinto.
Ho cercato Lysmata wurdemanni senza successo, Lysmata boggessi e altri mangiatori di aiptasie che avessero la capacità di arrivare e disinfestare il più recondito angolino della vasca, ma non ho mai avuto successo... Purtroppo aggiungerei, perché con loro adesso le aiptasie sarebbero un ricordo lontano!

Ho invece optato per l'acquisto del pesce Acreichthys tomentosus, a detta di molti un vero toccasana per debellare le aiptasie. In effetti il primo periodo che ha bazzicato per la vasca ha fatto (forse) il suo dovere, ma da quando le alghe sono sparite dalle rocce e sono emersi tanti piccoli esemplari di aiptasie lui è diventato completamente inutile! Infatti odia la corrente, di giorno se ne sta dietro la rocciata e la notte dorme... 

Questa pessima esperienza mi conduce a pensare di cercare nuovamente gli anelati Lysmata (i boggessi in particolare), trascurando i nudibranchi come Berghia verrucicornis che, oltre a costare moltissimo, morirebbe dopo aver adempiuto al suo dovere... A meno che non mi capiti di pescarne una nel mio bellissimo mare della Sardegna! A quel punto potrei inserirla per poi cercare di liberarla nuovamente nel suo habitat: una sorta di catch and release!!!

Berghia verrucicornis
Nel frattempo, però, le bastarde si riproducono, hanno raggiunto anche il refugium, e sono minuscole!!!
Credo che questo sia il risultato dovuto alle siringate con aceto... Dunque, in attesa di inserire quantomeno un gamberetto nel refugium e due in vasca, ho deciso di tenere sotto controllo l'invasione utilizzando il prodotto della Red Sea Aiptasia X.

Devo dire che il prodotto fa il suo sporco lavoro con maggiore semplicità rispetto all'aceto, e di sicuro con maggiore efficienza ed efficacia. Usarlo è semplicissimo e se tutto va come dovrebbe dell'aiptasia non rimane più niente nel giro di 12 ore.
Anche il prodotto si dissolve rapidamente e non ho notato effetti su pesci o zooplancton: gli anfipodi ci sgazzano senza problemi!
L'unica cosa che ho notato è che l'Acropora aspera soffre al suo utilizzo e non saprei come mai solo questa specie (bisognerebbe fare un'indagine scientifica in merito). E soffre parecchio, nel senso che il tessuto si ritira completamente! Ma niente di preoccupante pare, perchè dopo poco riprende a "spolipare". Per il resto credo che il prodotto sia interessante e ci trovo un solo limite: non arriva ovunque! Per quanto riguarda la contestuale efficacia sull'arresto della dispersione delle planule non posso proprio esprimermi visto che lo utilizzo ad infestazione già in atto...
Dunque, se come me avete problemi con le aiptasie sono convinto che la soluzione esista e sia la seguente: lotta biologica e chimica contestuale!
Scegliete voi l'organismo da prediligere in vasca ma mi sento di sconsigliare il tomentosus nel caso abbiate intenzione di inserire in prevalenza SPS e, dunque, necessitiate di un certo movimento dell'acqua.

mercoledì 14 maggio 2014

Amphiprion ocellaris per la felicità di Matilde

Ebbene si, non ho resistito!
Ieri sono passato a trovare il mio amico Luca, titolare di un bellissimo negozio di acquariofilia a Sassari e ho visto loro due.
Ammetto che l'Amphiprion ocellaris è un mio vecchio amore ma mai ho potuto ospitarlo e prendermene cura per le ridotte dimensioni della precedente vaschetta che ho avuto. 
Si è presentato il momento giusto: vasca avviata, cibo vivo in abbondanza, pesci bellissimi e molto vivaci, figlia di quasi 3 anni!
Devo dire che con il loro nuoto instancabile, appena inseriti in vasca hanno animato l'intero sistema, spingendo anche il diffidente flavescens a uscire più spesso e nuotare con loro.
Si tratta dei primi pesci "ornamentali" inseriti, al di là di qualsiasi motivazione di utilità (non mangiano aiptasie come il tomentosus, ammesso che il tomentosus riprenda a farlo).
Inutile dire che mia figlia Matilde è impazzita nel vederli... Ve li presento, ovviamente "Marlin" e "Nemo" sono i loro nomi. Matilde mi ha chiesto dove fosse la mamma... Bella domanda!





Il pesce pagliaccio è davvero un bel pesce, sia per la livrea che per il comportamento. Sappiamo che Amphiprion ocellaris è una specie ermafrodita proterandrica non autosufficiente, ovvero gli individui quando nascono sono tutti maschi e quello di maggiore stazza diviene la femmina che produrrà le uova fecondate dal maschio.
La possibilità che vivano bene in un acquario in assenza di anemoni di mare, loro ospiti per antonomasia, è consolidata. Queste specie, comunque, spinte da un istinto ancestrale, cercano la simbiosi e la mettono in atto anche con le sclerattinie. 
Non so se potrò mai godere dell'evento simbiontico nella mia vasca, ma me lo auguro vivamente! Una Catalaphyllia è già presente (difficile ma possibile casa per i due pagliacci), poi vedrò di inserire altri LPS noti per fungere da dimora per questi splendidi esseri viventi!
Vedremo come va... Spero che anche Marlin e Nemo mi facciano compagnia per diversi anni della mia vita!

lunedì 12 maggio 2014

Un piccolo aggiornamento

Ad una esatta settimana dalle ultime foto (e dalla modifica del layout) posto alcune fotografie per mostrare l'impressionante accelerazione che ha subito la vasca.
Sembra quasi un'altra: gli anfipodi sono esplosi; c'è vita ovunque si guardi; le rocce sono quasi del tutto pulite e stanno assumendo colorazioni suggestive; i coralli stanno bene e qualcuno comincia a crescere; i pesci sono in piena salute.
In tutto questo anche il refugium è completamente tirato a lucido... Tutto questo, ripeto, in una settimana!
Comincio a credere che il progetto darà delle soddisfazioni ai suoi ideatori (anche e soprattutto a Michele).
 
A voi le foto che, come al mio solito, non rendono per niente!
 








 

lunedì 5 maggio 2014

Layout DSB

Dopo 5 mesi dall'avvio della vasca, ringraziate infinitamente le rocce vive che hanno funto da inoculo del sistema, è giunta l'ora di alleggerire la rocciata e di passare in "modalità DSB"!
Tutte le rocce vive "eliminate" sono state ricollocate nel refugium che è ora un ibrido con una criptica. Nello spostamento ed organizzazione del layout attuale è stato, come sempre, fondamentale l'aiuto del mio caro amico Michele che ringrazio per l'ennesima volta pubblicamente!
Posto la foto del prima e quelle del dopo...








Nella speranza che continui a ripulirsi per bene devo ammettere che il layout mi aggrada moltissimo. In particolare, il modo in cui il "lato corto" si insinua nella sabbia è estremamente naturale.
Da adesso le priorità divengono la pulizia e i colori, per ottenerei i quali devo assicurare stabilità al sistema: cambi costanti, salinità e temperatura sotto controllo, triade impeccabile!
Punto alla completa salutedegli ospiti, compresa una sofferente montipora rossa.
Inoltre, ora posso cominciare ad immaginare il risultato finale e, dunque, gli ospiti che vorrei inserire.
Vedo bene una Euphyllia paradivisa, una Tridacna, una Trachiphyllia e poco altro da poggiare sulla sabbia; immagino tanti altri SPS per un ventaglio di colori completo; penso ai pesci che animeranno il mio piccolo angolo di barriera corallina... Ma tutto poco per volta!