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venerdì 27 giugno 2014

La delicatezza degli SPS: croce e delizia...

Finalmente ho potuto effettuare un altro ordine di coralli duri a polipo corto (SPS), la vera ragione per cui ho iniziato questa avventura.
Si tratta di coralli delicatissimi, animali splendidi che sono in grado di ripagare un lavoro di mesi con colorazioni spettacolari che, al contempo, possono andare perdute nel giro di poche ore!
Talmente esigenti da richiedere condizioni di equilibrio e stabilità in vasca ineccepibili.
Talmente delicati da soffrire dei minimi sbalzi dei valori (temperatura, pH, salinità, concentrazioni...), al punto da rappresentare la prova vivente della veridicità della legge di Liebig!
Abitare in Sardegna, dunque, è l'ennesimo scoglio nell'allevamento di questi splendidi animali, perchè essi devono superare lo stress di un trasferimento che deve avvenire in tempi rapidissimi.
In pratica, la spedizione aerea (la più costosa) è d'obbligo per aumentare le speranze di sopravvivenza.
Superare le 24 ore di viaggio, fuori dalla vasca e in condizioni meteo ideali, nella migliore delle ipotesi si tradurrà statisticamente nella perdita del 50% degli animali (e ci sarà andata bene!).
Ma non finisce qua...
Ammesso e non concesso che gli animali superino il trasporto e giungano nelle vostre mani in condizioni di apparente integrità, ciò non scongiurerà alcune evidenti difficoltà:
1) nell'acclimatare gli ospiti ai valori della vasca;
2) nel rassegnarsi a lunghi periodi di attesa per ritrovare i colori di quando li avete ordinati perchè completamente "smarronati";
3) nello scongiurare processi di bleaching o RTN.
Tutte le mie esperienze hanno messo in evidenza questi aspetti: nonostante un'acclimatazione ben condotta ho perso degli animali e visto soffrire altri. In particolare i due giorni successivi all'inserimento in vasca sono significativi di un possibile inizio di fenomeni di ritiro e morte del tessuto dovuti allo stress mal sopportato.
Ho recuperato molti degli animali sofferenti che oggi, dopo mesi dall'inserimento in vasca, hanno nuovamente un tessuto spesso e in salute.
Certo, i colori sono ancora assenti (anche se il marrone è un colore!) ma per quelli c'è tempo.
L'importante ora come ora è assicurarsi di avere salvi i coralli scelti e inseriti, anche solo piccole porzioni di essi. Infatti, sebbene a rilento, ricresceranno!
La sfida è quella di salvarli, accudirli e fornire le migliori condizioni di crescita per un optimum che si manifesta con crescite rigogliose e colori meravigliosi, quasi come avvenisse in natura nel loro habitat.
Vi lascio con le fotografie degli animali inseriti ieri, così che si possano notare i colori assenti e la sofferenza di alcuni rami.
Il prossimo passo' Bombola di CO2 e reattore di calcio in funzione!

Acropora tenuis verde. Evidenti le zone sofferenti qualche ora dopo l'inserimento in vasca.
Sempre la tenuis verde. Come si nota, per fortuna, l'animale non ha tirato dal basso. Speriamo continui a resistere in questo modo, perchè il recuperò sarebbe di sicuro migliore.
Acropora tenuis crema punte celesti completamente "smarronata".
Acropora cytherea bianca/rosa con polipi verdi. Anche questo animale mostra sofferenza evidente, con perdita di tessuto in alcuni rami (in alto a sinistra) e perdita di colore.
Acropora spp., gentile omaggio ricevuto con l'ordine degli altri coralli. Questa acropora, purtroppo, ha perso tessuto dal basso e da alcuni rami posteriori. Spero si riprenda ma ci sono ottime probabilità Sono curioso di sapere che animale si cela dietro ad un colore insignificante e piccoli polipi bianchi appena accennati.
Acropora spp. Anche questo animale è da identificare. Ho deciso di acquistarlo perchè possiede un tessuto di un giallo ocra particolare, con polipi verdi e crescita verde/blu. Chissà come diventerà in vasca con i miei valori!
Stylophora pistillata "shocking pink". Bellissimo animale che sembrerebbe in salute.
Stylophora pistillata "milka". L'unico animale che appena messo in vasca, nonostante sia giunto spezzato in due e schiacciato dagli altri nel pacco, ha spolipato completamente! Meraviglioso.

domenica 15 giugno 2014

Caldo estivo e refrigerazione dell'acquario di barriera: via col vento!

Arriva il caldo e devo confrontarmi con un problema che attanaglia tutti gli acquariofili del mondo: l'eccessiva temperatura in vasca!
Problema che, per la vasca, potrebbe anche essere deleterio, basti pensare che per aver toccato i 29°C tutti i miei coralli (non tanti a dire il vero) hanno immediatamente perso quel poco di colore che avevano...
Alcuni acquariofili rispondono alle temperature eccessive impostando ed utilizzando dei refrigeratori. Questi apparecchi sono sicuramente performanti, probabilmente molto più accurati di altri termostati di minor costo ma, come intuibile, dispendiosi nell'acquisto e nel mantenimento.
Hanno però dalla loro anche il fatto di non impattare sull'evapotraspirazione della vasca come nel caso di una ventilazione superficiale.
Non inserisco fotografie di refrigeratori per non fare pubblicità! Al loro posto metto una splendida fotografia di Valeria Mameli che ritrae mia figlia Matilde mentre passeggia serena con il suo amato "Bimboccio"

Matilde e Bimboccio lungo il viale
Altra alternativa è quella di utilizzare delle ventole tangenziali collegate ad un termostato. Le ventole tangenziali sono sicuramente molto performanti ma hanno dalla loro un assorbimento elettrico non proprio contenutissimo (meno comunque del refrigeratore), un'estetica orripilante e deturpante e, infine, il solito effetto evapotraspirativo.

Ancora, il caldo si combatte anche con le "ventoline da pc", acquistabili già assemblate oppure passibili di "fai da te".
Le ventoline, sebbene pecchino in potenza, sfruttano il contingente numerico (se ne trovano anche a 6 vie) per la performance del raffrescamento senza incidere troppo sulla bolletta!
Inoltre, sono sicuramente meno rumorose dei sistemi sopraccitati, più economiche e se ne trovano di particolarmente interessanti con discreti valori di rpm.

Nel mio caso ho optato per le ventole a 6 vie appena descritte. 
Il mio progetto ha previsto l'acquisto di 2 sistemi di ventole (un totale di 12) e di un unico termostato.
Questo è il JBL Cool Control, semplice e discreto anche se non proprio dotato di una sonda precisissima (per avere 25 gradi in vasca devo impostare un valore di 23°C).

Il termostato JBL non è dotato di alimentatore, bensì utilizza quello delle ventole connesse e funge, in pratica, da interruttore aggiunto.
Dal momento che il nostro hobby è anche "fai da te", ho acquistato volutamente un unico termostato per comandare entrambi i sistemi di ventole! L'unico inconveniente nel fare questo è che l'alimentatore connesso è potenziato per un solo set di ventole, dunque nell'alimentarne due notiamo una piccola perdita di potenza e di velocità di giri delle ventoline.
Questo fatto, oltre che ovviabile acquistando un alimentatore leggermente più performante, ha dalla sua il fatto che le ventole si accendono e spengono all'unisono e sono ancor più silenziose: minore velocità di rivoluzione = minor rumore!
Per poter connettere entrambe le ventole al termostato è necessario assemblare un moltiplicatore di prese DC 5. Niente di complesso, basta avere connettori (una femmina e due maschi), un cavo (il mio è anche schermato), un saldatore con dello stagno e circa 8 euro in tasca!

A voi, dunque, l'ardua sentenza!
Nello scegliere il sistema giusto bisogna considerare tanti fattori, tra cui la climatizzazione del locale in cui è la vasca.
Inoltre, usarne anche due contemporaneamente mica è vietato! Io per adesso mi godo i miei 25°C in vasca contro i 30 in casa!!!

sabato 24 maggio 2014

Paracanthurus hepatus presente!

Dopo aver esaudito il desiderio di mia figlia con la coppia di ocellaris è giunto il momento di rispettare il volere di mia moglie Manuela con un meraviglioso Paracanthurus hepatus. Anche a me non è che dispiacciano sia ben chiaro!!!
Dunque oggi dalle ore 19 la pacchia per il flavescens è ufficialmente terminata.
In questo momento in vasca è in atto una vera e propria prova di forza tra chirurghi... Lo Zebrasoma è completamente aperto e relega in un angolo il Paracanthurus che, ancora spaventato dall'inserimento, non sa che pesci prendere! Inserisco il video delle prime schermaglie a luci appena accese: non proprio amore a prima vista! Speriamo bene... Di certo non regna la serenità in vasca...
Se tutti sopravvivono tra un paio di giorni sarà riequilibrato il rango e regnerà nuovamente la pace (spero).











venerdì 23 maggio 2014

Se non fosse per le Aiptasia...

Devo dire che la vasca sta girando molto bene! Ho dovuto affrontare la pulizia della pompa dello skimmer, per il resto la tecnica va egregiamente e non mi posso lamentare!
Se non fosse per le odiosissime aiptasie maledette, parlerei allora di un sistema davvero ben avviato e promettente!
Purtroppo, sebbene la sperimentazione del prodotto Aiptasia X fosse soddisfacente, mi sono dovuto arrendere ad una lotta impari... Sostanzialmente è inutile siringare le aiptasie che ci appaiono visibili se questo è fatto con la falsa speranza di debellarle. La sola utilità risiede nel controllarne la crescita!
Ho dunque acquistato 3 Lysmata da un negozio online (in Sardegna cercare Lysmata wrdemanni o boggessi equivale ad ambire ad un 6 al superenalotto!) e, assieme ad una splendida Euphyllia divisa e ad una Acropora staghorn celeste (che ospita un simpaticissimo granchio simbionte, credo un Tetralia nigrolineata) sono arrivati quelli che a detta del negoziante avrebbero dovuto essere dei wurdemanni.
Uso il condizionale perchè, nonostante la livrea sbiadita all'arrivo e l'attuale impossibilità di scorgerli in vasca (chissà dove saranno finiti!) penso proprio di aver ricevuto due boggessi (dalla tipica colorazione scura della coda) e un probabile piccolo wurdemanni.
Anche se a pochissimi giorni dall'inserimento mi sento di fare alcune osservazioni:
- siano wurdemanni o boggessi vi assicuro che il discorso della timidezza è una cavolata pazzesca, perchè tutte le specie appena inserite in vasca si nasconderanno e basta;
- se avete un sistema ricco di nutrienti e cibo alternativo come il mio (che brulica di qualunque ben di dio), la speranza che i nostri amici mangino immediatamente le aiptasie è ZERO! La valutazione del loro possibile ruolo potrete farla solamente dopo quantomeno un mese.
Proprio questo è il termine ultimo che mi sono dato: un mese. 
Fino ad allora non toccherò più una sola aiptasia! 
Se entro un mese non vedrò risultati allora penserò ad altro, ma sempre e solo BIOLOGICO.
Sarà allora la volta di una Berghia verrucicornis? Spero proprio di no!
Comunque, non pensiamoci per ora e godiamoci i nuovi inserimenti in vasca! E la staghorn dopo solo pochissimi giorni sta già tornando completamente celeste!

giovedì 15 maggio 2014

Lotta contro le aiptasie: dall'aceto di vino bianco al tomentosus e ora Aiptasia X della Red Sea

Come ho detto sin dal primo post del blog, vorrei esprimere il mio giudizio su tutto ciò che sperimento nella vasca.
Aprirò diversi post sulla parte tecnica per descrivere le mie impressioni su ogni componente installato e sulla performance ottenuta!
Vorrei cominciare con il prodotto in oggetto: Aiptasia X della Red Sea.
Premetto che all'inizio le aiptasie erano l'ultimo dei miei pensieri: come avrei potuto avere problemi di aiptasie partendo con il 90% del sistema sterile?
Il mio amico Michele ha sempre lottato nelle sue vecchie vasche (non nella bellissima ma sfortunatissima ultima vasca) con questi esseri subdoli, senza mai riuscire ad avere la meglio... Al punto che se parlaste mai con lui vi accorgereste che ha maggior timore delle aiptasie che delle turbellarie!!! E vi ho detto tutto. Proprio per questo motivo sin dal primo momento in cui abbiamo pensato alla realizzazione della vasca il monito iniziale è sempre stato: "Regola n° 1 le AIPTASIE MAI!". Dunque ho attentamente selezionato le rocce vive da inserire in vasca per fungere da inoculo del sistema... Ma evidentemente non troppo attentamente... 
E proprio l'acquisto che reputavo più sicuro, nonché garantito dalla titolare (l'unico fatto in un negozio qua in Sardegna, il resto preso da utenti privati) si è rivelato fatale... Ancora oggi mi pento di quell'acquisto, ma se tornassi indietro penso che lo rifarei per tante ragioni...
Comunque pace... Oggi mi ritrovo con le aiptasie in vasca e la lotta contro questi esseri affascinanti è quotidiana.

Ho iniziato siringando con aceto di vino bianco i pochi individui appena nati, ma non ho ottenuto risultati soddisfacenti. Reputo controproducente questa pratica perché per avere la meglio bisognerebbe essere dei chirurghi, infilzando perfettamente il bersaglio e sperando che tutto il suo corpo vada in degrado... Questo è improbabile, soprattutto se le aiptasie sono piccole. Dunque il risultato più probabile è che ci si ritrovi la vasca con tanti piccoli esemplari sparsi qua e là!
Ho dunque compreso che la soluzione al problema passi per forza attraverso la lotta biologica, di questo sono sempre stato convinto.
Ho cercato Lysmata wurdemanni senza successo, Lysmata boggessi e altri mangiatori di aiptasie che avessero la capacità di arrivare e disinfestare il più recondito angolino della vasca, ma non ho mai avuto successo... Purtroppo aggiungerei, perché con loro adesso le aiptasie sarebbero un ricordo lontano!

Ho invece optato per l'acquisto del pesce Acreichthys tomentosus, a detta di molti un vero toccasana per debellare le aiptasie. In effetti il primo periodo che ha bazzicato per la vasca ha fatto (forse) il suo dovere, ma da quando le alghe sono sparite dalle rocce e sono emersi tanti piccoli esemplari di aiptasie lui è diventato completamente inutile! Infatti odia la corrente, di giorno se ne sta dietro la rocciata e la notte dorme... 

Questa pessima esperienza mi conduce a pensare di cercare nuovamente gli anelati Lysmata (i boggessi in particolare), trascurando i nudibranchi come Berghia verrucicornis che, oltre a costare moltissimo, morirebbe dopo aver adempiuto al suo dovere... A meno che non mi capiti di pescarne una nel mio bellissimo mare della Sardegna! A quel punto potrei inserirla per poi cercare di liberarla nuovamente nel suo habitat: una sorta di catch and release!!!

Berghia verrucicornis
Nel frattempo, però, le bastarde si riproducono, hanno raggiunto anche il refugium, e sono minuscole!!!
Credo che questo sia il risultato dovuto alle siringate con aceto... Dunque, in attesa di inserire quantomeno un gamberetto nel refugium e due in vasca, ho deciso di tenere sotto controllo l'invasione utilizzando il prodotto della Red Sea Aiptasia X.

Devo dire che il prodotto fa il suo sporco lavoro con maggiore semplicità rispetto all'aceto, e di sicuro con maggiore efficienza ed efficacia. Usarlo è semplicissimo e se tutto va come dovrebbe dell'aiptasia non rimane più niente nel giro di 12 ore.
Anche il prodotto si dissolve rapidamente e non ho notato effetti su pesci o zooplancton: gli anfipodi ci sgazzano senza problemi!
L'unica cosa che ho notato è che l'Acropora aspera soffre al suo utilizzo e non saprei come mai solo questa specie (bisognerebbe fare un'indagine scientifica in merito). E soffre parecchio, nel senso che il tessuto si ritira completamente! Ma niente di preoccupante pare, perchè dopo poco riprende a "spolipare". Per il resto credo che il prodotto sia interessante e ci trovo un solo limite: non arriva ovunque! Per quanto riguarda la contestuale efficacia sull'arresto della dispersione delle planule non posso proprio esprimermi visto che lo utilizzo ad infestazione già in atto...
Dunque, se come me avete problemi con le aiptasie sono convinto che la soluzione esista e sia la seguente: lotta biologica e chimica contestuale!
Scegliete voi l'organismo da prediligere in vasca ma mi sento di sconsigliare il tomentosus nel caso abbiate intenzione di inserire in prevalenza SPS e, dunque, necessitiate di un certo movimento dell'acqua.

mercoledì 14 maggio 2014

Amphiprion ocellaris per la felicità di Matilde

Ebbene si, non ho resistito!
Ieri sono passato a trovare il mio amico Luca, titolare di un bellissimo negozio di acquariofilia a Sassari e ho visto loro due.
Ammetto che l'Amphiprion ocellaris è un mio vecchio amore ma mai ho potuto ospitarlo e prendermene cura per le ridotte dimensioni della precedente vaschetta che ho avuto. 
Si è presentato il momento giusto: vasca avviata, cibo vivo in abbondanza, pesci bellissimi e molto vivaci, figlia di quasi 3 anni!
Devo dire che con il loro nuoto instancabile, appena inseriti in vasca hanno animato l'intero sistema, spingendo anche il diffidente flavescens a uscire più spesso e nuotare con loro.
Si tratta dei primi pesci "ornamentali" inseriti, al di là di qualsiasi motivazione di utilità (non mangiano aiptasie come il tomentosus, ammesso che il tomentosus riprenda a farlo).
Inutile dire che mia figlia Matilde è impazzita nel vederli... Ve li presento, ovviamente "Marlin" e "Nemo" sono i loro nomi. Matilde mi ha chiesto dove fosse la mamma... Bella domanda!





Il pesce pagliaccio è davvero un bel pesce, sia per la livrea che per il comportamento. Sappiamo che Amphiprion ocellaris è una specie ermafrodita proterandrica non autosufficiente, ovvero gli individui quando nascono sono tutti maschi e quello di maggiore stazza diviene la femmina che produrrà le uova fecondate dal maschio.
La possibilità che vivano bene in un acquario in assenza di anemoni di mare, loro ospiti per antonomasia, è consolidata. Queste specie, comunque, spinte da un istinto ancestrale, cercano la simbiosi e la mettono in atto anche con le sclerattinie. 
Non so se potrò mai godere dell'evento simbiontico nella mia vasca, ma me lo auguro vivamente! Una Catalaphyllia è già presente (difficile ma possibile casa per i due pagliacci), poi vedrò di inserire altri LPS noti per fungere da dimora per questi splendidi esseri viventi!
Vedremo come va... Spero che anche Marlin e Nemo mi facciano compagnia per diversi anni della mia vita!

lunedì 12 maggio 2014

Un piccolo aggiornamento

Ad una esatta settimana dalle ultime foto (e dalla modifica del layout) posto alcune fotografie per mostrare l'impressionante accelerazione che ha subito la vasca.
Sembra quasi un'altra: gli anfipodi sono esplosi; c'è vita ovunque si guardi; le rocce sono quasi del tutto pulite e stanno assumendo colorazioni suggestive; i coralli stanno bene e qualcuno comincia a crescere; i pesci sono in piena salute.
In tutto questo anche il refugium è completamente tirato a lucido... Tutto questo, ripeto, in una settimana!
Comincio a credere che il progetto darà delle soddisfazioni ai suoi ideatori (anche e soprattutto a Michele).
 
A voi le foto che, come al mio solito, non rendono per niente!
 








 

lunedì 5 maggio 2014

Layout DSB

Dopo 5 mesi dall'avvio della vasca, ringraziate infinitamente le rocce vive che hanno funto da inoculo del sistema, è giunta l'ora di alleggerire la rocciata e di passare in "modalità DSB"!
Tutte le rocce vive "eliminate" sono state ricollocate nel refugium che è ora un ibrido con una criptica. Nello spostamento ed organizzazione del layout attuale è stato, come sempre, fondamentale l'aiuto del mio caro amico Michele che ringrazio per l'ennesima volta pubblicamente!
Posto la foto del prima e quelle del dopo...








Nella speranza che continui a ripulirsi per bene devo ammettere che il layout mi aggrada moltissimo. In particolare, il modo in cui il "lato corto" si insinua nella sabbia è estremamente naturale.
Da adesso le priorità divengono la pulizia e i colori, per ottenerei i quali devo assicurare stabilità al sistema: cambi costanti, salinità e temperatura sotto controllo, triade impeccabile!
Punto alla completa salutedegli ospiti, compresa una sofferente montipora rossa.
Inoltre, ora posso cominciare ad immaginare il risultato finale e, dunque, gli ospiti che vorrei inserire.
Vedo bene una Euphyllia paradivisa, una Tridacna, una Trachiphyllia e poco altro da poggiare sulla sabbia; immagino tanti altri SPS per un ventaglio di colori completo; penso ai pesci che animeranno il mio piccolo angolo di barriera corallina... Ma tutto poco per volta!


mercoledì 30 aprile 2014

Prime colonie di SPS!

Non scoraggiato dalla perdita della piccola taleina di divaricata (sospetto un mio errore di gestione purtroppo e me ne dispiaccio) ho deciso di iniziare a inserire le prime colonie!
Ecco dunque in vasca:
- Acropora millepora
- Acropora kimbeensis
- Acropora tenuis "full blue"
- Acropora aspera
- Acropora parilis
- Acropora spp (sospetto echinata)

 
 
 

Speriamo bene che l'ambientamento (promettentissimo) sia rapido e che le colonie rispondano al meglio!

sabato 26 aprile 2014

La vasca si sta ripulendo...

Che sia finalmente l'addio alle alghe ed ai cianobatteri?
Questo non saprei proprio dirlo con certezza, anche se la situazione sembrerebbe molto promettente!
Dall'ultimo post ad oggi sono trascorsi 20 giorni circa e sono in grado di postare la serie fotografica che mostra quanto la vasca si stia "depurando" dalla materia organica che ricopre le rocce e la sabbia!



Siamo ancora lontani dalla completa pulizia ma devo dire che tutto procede lentamente ma molto bene: i pesci sono in piena salute e i coralli cominciano a crescere, mentre il dsb sembra essere al 70% della maturazione.
Unica nota dolente riguarda la talea di divaricata... Con il cambio luci, infatti, ha cominciato a sbiancare e adesso sembra in bleaching... Spero si riprenda davvero...
D'altra parte è un corallo non molto semplice da gestire e io sono alle prime armi si può dire... Sono speranzoso e cercherò di capire cosa non è andato.

martedì 8 aprile 2014

Catalaphyllia jardinei: un LPS che fa girare la testa!

Ci siamo! Finalmente ho potuto sostituire le resine antisilicati del filtro post-osmosi e i TDS magicamente sono tornati a zero! Inoltre ho cominciato la graduale sostituzione dei neon (i vecchi sono andati!)... Associando queste azioni al cambio d'acqua in programma per il fine settimana con annessa aspirazione di un bel po' di ciano/alghe credo si possa intuire che ho appena dichiarato guerra al nemico!
Dal momento che la vasca in queste condizioni è difficilmente guardabile (per volerle bene posso dire che è diversamente piacevole), ho voluto incrementare esponenzialmente la sua piacevolezza inserendo un animale che reputo una figata pazzesca... 
Trattasi di un corallo LPS, la Catalaphyllia jardinei.
Non commento neanche, né aggiungo altro se non la fotografia che, assicuro, parla da sola!


mercoledì 2 aprile 2014

Acreichthys tomentosus, aiptasie che spariscono, cianobatteri che avanzano!

Titolo che riassume l'attuale situazione della vasca...
Odio fortemente le aiptasie e, purtroppo, questa è la prima volta che ho a che fare con loro...
Una partita di rocce mi ha condannato alla loro presenza. Forse un mio errore, visto che mi ero ripromesso di inoculare il sistema solo con rocce "sicure" provenienti da vasche cui sostassero da almeno 3 anni. Pazienza! Ma mi sono decisamente rotto di stare là a controllarle con siringate continue, arrendendomi anche al fatto che queste non spuntano solo dove puoi facilmente raggiungerle! Anzi!!!
Come detto ho cercato dei Lysmata wurdemanni senza successo... Come cercare un ago in un paiaio... Poi in Sardegna l'ago è minuscolo e il paiaio chilometrico!
Ho però approfittato del fatto che Luca (negoziante e amico di Sassari) avesse da qualche tempo un tomentosus che, abbiamo appurato, falcidia le bastarde! Detto fatto: lui è in vasca e le aiptasie all'altro mondo!
Devo però dire che questo pesce, estremamente affascinante, dal nuoto unico e dalla mimesi spettacolare, è un poco egoista. Infatti le aiptasie ritorneranno al momento stesso della sua dipartita (e questo pinnuto campa in media 2 anni in vasca), perchè vengono mangiate tutte ad eccezione del "piede" che, risparmiato volutamente, rimane nella roccia. Questo, ovviamente, è legato alla volontà da parte del predatore di garantire una costante fonte di cibo, sebbene al qui presente tomentosus non manchino certo abbondanti razioni di artemia e granulare! Ma lui, d'altronde, che ne sa che lo vizierò per sempre?
Quindi se dovessi dare un voto a questo rimedio biologico assegnerei un 7/10.
Il massimo sarebbe affiancargli un paio di wurdemanni (lo farò quando e se mi capitasse l'occasione) nella speranza che portino a termine il lavoro definitivamente.
Adesso le note dolenti...
L'equazione è semplice: 

NEON ESAURITI + MOVIMENTO RIDOTTO + TDS OSMOSI >000 = CIANOBATTERI

Le immagini che seguono parlano da sole... Ho in arrivo tutto l'occorrente per ripristinare le condizioni ideali e Michele è già avvisato perchè mi aiuti ad aspirare un po' di questa roba...
Che dire, tra un mesetto vedremo se anche questa fase si supererà con successo. Ricordiamoci che la vasca è giovanissima e in piena maturazione, in continua evoluzione e ricerca del suo equilibrio.
Di molto positivo vi è il fatto che i pesci stanno benissimo, i pochi sps inseriti godono di ottima salute e il DSB va alla grande! Valori dell'acqua? PERFETTI!
Vedremo al prossimo aggiornamento dopo gli interventi correttivi...