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giovedì 2 ottobre 2014

Ultimi giorni con le T5...

Ebbene si... Mi sono deciso a passare dal sistema a lampade T5 a quello con HQI da 400 watt!
Il motivo di questa decisione è semplicissimo: ritengo che il mio metodo di gestione sia molto più calibrato su una illuminazione HQI piuttosto che con lampade T5.
Credo che ne gioverà tutto l'insieme, dalla bolletta ai colori ed alle crescite degli animali.
Per questo motivo posto le immagini della vasca attuali e mi riservo di fotografare ogni singolo animale per valutare i cambiamenti.
Dopo un mese di HQI farò un confronto e trarrò le mie valutazioni...
A voi le immagini








giovedì 18 settembre 2014

Chelmon rostratus

Ho letto tantissimo prima di acquistare questo pesce e sono consapevole della difficoltà incredibile nel suo allevamento...
Il mio esemplare, in vasca da una settimana, non mangia alcun tipo di mangime, neanche artemia e chironomus liofilizzati, preferendo di gran lunga quel che rocce e sabbia hanno da offrire.
Il sistema possiede un refugium, base assoluta per chi come me volesse provare a tenere un Chelmon, in quanto fonte di vita e cibo fresco.
Ancora è presto per qualsiasi commento: il flavescens non ha del tutto accettato la presenza del nuovo ospite; la rinuncia al cibo potrebbe e dovrebbe non essere definitiva; il sistema deve migliorare e, dunque, avrà molto da offrire!
Ecco il mio splendido Chelmon rostratus e due scatti della vasca (ritorno al cellulare...)



lunedì 8 settembre 2014

Festeggiamo i 9 mesi con un nuovo layout

Nuovo layout per il blog! 
Trascorsi 9 mesi esatti dall'avvio della vasca festeggio cambiando sfondo e rimuovendo la vecchia fotografia dell'intestazione (peraltro ovviamente non mia) per inserire una delle prime fotografie quasi decenti della mia vita!
Ritraggo l'Acropora cytherea viola a polipo verde, un pezzo che mi fa letteralmente impazzire...
In attesa di migliorare la mia "mano fotografica" lascio a voi i commenti qui sul blog che sono sempre graditissimi!




domenica 24 agosto 2014

Prime prove di macro... Ancora tanta strada...

Qualche prova di macro anche se, mi rendo conto, la strada è ancora parecchio lunga... La macchinetta usata è una Nikon P1, niente di troppo pretenzioso... Le talee sono tutte in piena salute, anche se la cytherea in particolare deve ancora essere ripulita dai rametti morti per via del trasporto.
A voi l'ardua sentenza!

Acropora carduus
Stylophora pistillata "milka"
Acropora nana
Acropora kimbeensis
Acropora millepora
Acropora austera
Acropora tenuis "full blue"
Acropora cytherea

martedì 19 agosto 2014

Situazione attuale: trasformazione in due mesi e con il reattore di calcio in funzione!

Un altro "post in transition" per mostrare le prime immagini (SFOCATE!) fatte con una digitale e per evidenziare i profondi cambiamenti della vasca occorsi nel giro di due mesi! Spero che almeno si evincano i colori...
Non solo le crescite, ma tutto sembra andare benone! Il reattore di calcio è ufficialmente a pieno regime e la vasca ora gira al 100%, con valori di Calcio, Magnesio e KH stabili a 400, 1300 e 10,2 rispettivamente.
Ho approfittato della visita del caro amico Michele per carpire preziosi consigli e per levare il plexiglass della plafoniera che, a nostro avviso, ne limitava la resa luminosa...
Vedremo se avremo fatto bene, di certo la plafoniera al momento non mi sta pienamente soddisfacendo e rischia di saltare la porta per lasciare varco alle HQI! Tutto questo semplicemente perché per buttare 400 Watt di illuminazione in vasca tanto vale farlo al meglio, non credete? Michele commenterà dicendo che me lo aveva detto fin da subito...
Per ora, comunque, niente modifiche ma ci si concentra unicamente sulla crescita e salute degli ospiti, le cui fila sono state arricchite da una Acropora nana, una nasuta, una carduus e un paio di frags.
A voi le immagini!

La vasca in vista frontale 2 mesi fa...
La vasca ritratta sempre in vista frontale come appare ora, ovvero con molti più coralli, più pesci, più colori e maggiori crescite! Da notare che il vetro posteriore si sta ripulendo "da solo"...
Lato sinistro
Lato destro

mercoledì 30 luglio 2014

Regolazione del reattore di calcio: primi test a 24 ore

Dopo aver trascorso le prime 24 ore a cercare di capire quale fosse l'optimum di regolazione del mio sistema ho effettuato i primi test.
Da specificare che, con paziente dedizione e erogazione goccia a goccia, ho aumentato il KH della vasca che adesso risulta essere a posto.
Il test del calcio ha dato un valore di 430 contro i 390 antecedenti all'accensione del reattore. 
Domani ripeterò i test alla luce degli aggiustamenti odierni, visto che la CO2 erogata ieri non era assolutamente sufficiente a far scendere il pH del reattore fino a 6,5 e, dunque, a sciogliere bene la jumbo... Nonostante questo qualcosa si è smosso visti i risultati del test... Vedremo domani!
Tornando ad oggi, invece, ho trascorso parte della mattinata a trovare un giusto compromesso di erogazione del gas e spiego perchè...
L'utilizzo di una elettrovalvola semplifica la vita, ma potrebbe rendere pericolosamente pigri nella regolazione del sistema che è molto importante
Infatti, una volta raggiunto il valore desiderato l'elettrovalvola si chiude e la CO2 si accumula nei tubi, in attesa di poter fuoriuscire alla successiva riapertura. Quando ciò avviene abbiamo un rilascio massiccio di CO2 nella camera di miscelazione e il pH tende a scendere molto repentinamente, spesso raggiungendo valori molto al di sotto di quanto desiderato!
Bisognerebbe, invece, riuscire a sfruttare l'accumulo del gas per raggiungere immediatamente il valore desiderato ma, al contempo, riuscire a tarare l'erogazione in modo da non scendere troppo al di sotto del valore di chiusura dell'erogazione.
L'ideale, in pratica, è che se l'elettrovalvola chiude a 6,46, voglio raggiungere al massimo un valore di 6,45 (ideale).
Così facendo risparmiamo CO2 ma non solo: da una parte, la quantità erogata è sufficiente a raggiungere il valore che fa staccare l'elettrovalvola e riconsente un accumulo utile; dall'altra, in caso di malfunzionamento dell'elettrovalvola stessa (ammettiamo che si incanti e rimanga aperta), la CO2 erogata non sarà in grado di continuare l'acidificazione dell'acqua e il pH all'interno del reattore salirà molto lentamente.
Eviteremo, dunque, di immettere nel sistema una soluzione molto acida che è sempre meglio evitare, quantomeno per le possibili precipitazioni di calcio...

martedì 29 luglio 2014

Reattore di calcio LGr1401 con jumbo: lavaggio, caricamento del media, taratura del pH Controller Wave... PARTENZA!

Dopo il posizionamento della bombola di CO2, e grazie al tempo libero odierno, mi sono finalmente dedicato alla messa in opera dello splendido reattore di calcio della LGAcquari.
Il modello, acquistato a suo tempo dal un gentilissimo utente in un noto mercatino, è LGr1401, una bomba con recupero di CO2!
Ecco ciò che ho fatto distinto in fasi, una sorta di guida insomma!

FASE 1: LAVAGGIO DELLA JUMBO
Il media di riempimento prescelto è la jumbo, ovvero sabbia corallina con granulometria grossolana (dai 12 ai 30 mm).
La scelta è ricaduta su questo materiale perchè, a mio avviso e non solo, è ciò che meglio risponde alle esigenze minerali dei coralli. 
Ovviamente, tra i contro nel suo utilizzo vi è il rilascio possibile di fosfati, motivo per cui molti utenti sono soliti mettere un post reattore con resine per sconguirarne l'accumulo in vasca.
Io ho optato per una strada differente: ho lavato e rilavato la jumbo in acqua di mare prima del riempimento del reattore. Infatti, anche se molti utenti si limitano a sciacquare il materiale con acqua del rubinetto fino a che questa non rimane trasparente, è mia convinzione che questa strada non sia conveniente per la possibile presenza di metalli pesanti nell'acqua di rete. In alternativa, non potendo utilizzare acqua di mare, consiglio di lavare con osmosi.

FASE 2: RIEMPIMENTO E PREPARAZIONE DEL REATTORE
Riempire il reattore è la fase più rognosa, visto che ho una sump davvero scomoda e, dunque, devo ogni volta togliere lo skimmer per poter trafficare agevolmente! Comunque, come raccomandato dalla stessa LGAcquari ho riempito fino a 3/4 il rettore con la jumbo precedentemente lavata. In seguito ho attivato la pompa di ricircolo e fatto uscire tutta l'aria, preparato il contabolle con acqua di osmosi e tarato l'uscita a 1,5 litri all'ora con rubinetto della Claber.

FASE 3: TARATURA E IMPOSTAZIONE pH CONTROLLER WAVE
I Controller di pH sono tutti più o meno simili, dunque trovare delle utili guide online, anche se non specifiche per il vostro modello, è semplice.
Nel mio caso si tratta del pH Controller della Wave che ho tarato con soluzioni della JBL. In pratica, spostando il selettore presente su "SET" si imposta il valore di pH al quale la sonda comanda l'apertura/chiusura di una elettrovalvola collegata all'apposita presa/interruttore. 
Se vogliamo che la valvola si chiuda quando il valore del pH raggiunge 6,5 (pH di scioglimento della jumbo), selezioniamo detto valore e impostiamo su "HI" il funzionamento del controller. Ovviamente ci posizioniamo su "HI" e non "LOW", visto che il pH tenderà sempre ad aumentare una volta cessata l'erogazione di CO2. Dunque, se il valore sarà più alto di 6,5 l'elettrovalvola si aprirà (saremo avvisati dall'accensione della spia "OUT" che comanda la presa/interruttore cui avremo collegato l'elettrovalvola stessa); viceversa, quando si raggiungerà il valore voluto di pH 6,5, l'elettrrovalvola si chiuderà interrompendo l'erogazione del gas (e il led rosso "OUT" si spegnerà).
N.B.: il range del valore impostato è di +/- 0,03, ovvero se imposteremo 6,5, l'apertura della valvola avverrà a 6,53 e la chiusura a 6,47.
In seguito, spostando il selettore su "pH" ho agito con l'apposito regolatore sui valori di "SLOPE" e "CAL": il primo prevede di immergere la sonda in una soluzione standard a pH 4,01; il secondo prevede di utilizzare una soluzione standard a pH 7,00. Atteso che i valori si stabilizzino, aggiustiamo agendo sulle viti di calibratura corrispondenti e il gioco è fatto!

Ecco il controller con la sonda a bagno in distillata durante le operazioni di taratura e le soluzioni JBL utilizzate. L'operazione ha richiesto in tutto 20 minuti e le misurazioni a pH 7,00 e 4,01 sono state ripetute in doppio.
FASE 4: TEST DEI PRINCIPALI VALORI IN VASCA PRE-ACCENSIONE
Ho provveduto a fare un giro di test (Salifert) per monitorare la condizione iniziale della vasca prima dell'accensione del reattore:
- PO4 assenti in vasca e all'uscita del reattore;
- NO3 assenti in vasca e all'uscita del reattore;
- Calcio 390 mg/l;
- Magnesio 1470 mg/l;
- KH tragicamente a 3,5;
- Densità 1026 con rifrattometro Milwakee.
Monitorerò inizialmente tutto, soprattutto i fosfati in uscita del reattore e, ovviamente, i valori della triade.

FASE 5: ACCENSIONE IMPIANTO CO2 E TARATURA
Infine, ho acceso l'impianto di CO2 tarando l'uscita ad una pressione ridotta a 1,5 bar e una erogazione di 1 bolla ogni 2 secondi. Anche se qualcuno di voi si starà chiedendo perchè utilizzare il contabolle se è presente l'elettrovalvola, io sono fermamente convinto che le regolazioni che suggerisco siano necessarie per alcuni motivi: primo, la pressione in uscita deve essere ridotta perchè solo il riduttore resiste a pressioni alte, mentre elettrovalvole, valvola di non ritorno, tubo e così via no; secondo, se l'elettrovalvola rimanesse aperta perchè incantata, la quantità di CO2 immessa nel reattore sarebbe comunque quella consigliata e non andrebbe a fare danno!

Nei prossimi giorni controllerò i valori e vedrò di aggiustare eventualmente quanto necessario. In particolare, devo immediatamente alzare il valore di KH ad almeno 10 visto che è bassissimo...
Ora è tempo di portare tutto a regime per poi completare gli inserimenti e puntare a crescite e colori da urlo!
Per adesso posso dire che il pH nel reattore scende molto dolcemente con l'erogazione delle bolle messa in opera e ciò è molto bene! Vedremo domani e durante tutta la settimana i valori in vasca...

STAY TUNED!!!

giovedì 24 luglio 2014

Anidride carbonica pronta al via!

Dopo tanto (troppo) tempo sono riuscito a procurare una bombola di CO2 che, credo, mi basterà per i prossimi 3 anni!
La bombola è in affitto e contiene la bellezza di 27 litri di anidride carbonica (20 Kg)!!!
Il sistema di erogazione della CO2 che metterò in opera è abbastanza articolato ma dovrebbe garantire una buona operatività in associazione allo splendido reattore di calcio LGr1401.
Il prossimo post sarà dedicato proprio alla messa in esercizio di tutto il sistema che prevederà la taratura delle sonde e della pressione dell'impianto, fino alla misura dei valori e agli eventuali aggiustamenti.
In pratica, per ora ho solamente installato il riduttore di pressione della Ruwal sulla bombola!
Mi accingo a lavare la jumbo (in acqua di mare); a riempire per 3/4 la camera del reattore; a tarare la sonda e il pHcontroller; ad accendere e misurare i valori.
Dopo il riduttore di pressione e prima dell'elettrovalvola ho inserito una ulteriore valvolina di non ritorno, nonostante lo stesso riduttore ne possieda già una inserita nella valvola a spillo. Si sa, infatti, che la sicurezza non  mai troppa...
L'elettrovalvola (sempre Ruwal) è comandata da un pH Controller della Wave.

Come media ho scelto la jumbo, per cui imposterò il valore del pH rilevato dalla sonda a 6,5. Questo valore, tramite l'erogazione della CO2, sarà raggiunto all'interno del corpo del reattore e grazie alla miscelazione della pompa porterà al rilascio di calcio in sump. Una volta raggiunto il pH di 6,5 l'elettrovalvola staccherà e cesserà l'erogazione, fino a quando detto valore non verrà superato.
Il principio è molto semplice insomma, quel che manca è solamente... FARLO!
Allora rimando al prossimo e imminentissimo post!
STAY TUNED!!!

venerdì 27 giugno 2014

La delicatezza degli SPS: croce e delizia...

Finalmente ho potuto effettuare un altro ordine di coralli duri a polipo corto (SPS), la vera ragione per cui ho iniziato questa avventura.
Si tratta di coralli delicatissimi, animali splendidi che sono in grado di ripagare un lavoro di mesi con colorazioni spettacolari che, al contempo, possono andare perdute nel giro di poche ore!
Talmente esigenti da richiedere condizioni di equilibrio e stabilità in vasca ineccepibili.
Talmente delicati da soffrire dei minimi sbalzi dei valori (temperatura, pH, salinità, concentrazioni...), al punto da rappresentare la prova vivente della veridicità della legge di Liebig!
Abitare in Sardegna, dunque, è l'ennesimo scoglio nell'allevamento di questi splendidi animali, perchè essi devono superare lo stress di un trasferimento che deve avvenire in tempi rapidissimi.
In pratica, la spedizione aerea (la più costosa) è d'obbligo per aumentare le speranze di sopravvivenza.
Superare le 24 ore di viaggio, fuori dalla vasca e in condizioni meteo ideali, nella migliore delle ipotesi si tradurrà statisticamente nella perdita del 50% degli animali (e ci sarà andata bene!).
Ma non finisce qua...
Ammesso e non concesso che gli animali superino il trasporto e giungano nelle vostre mani in condizioni di apparente integrità, ciò non scongiurerà alcune evidenti difficoltà:
1) nell'acclimatare gli ospiti ai valori della vasca;
2) nel rassegnarsi a lunghi periodi di attesa per ritrovare i colori di quando li avete ordinati perchè completamente "smarronati";
3) nello scongiurare processi di bleaching o RTN.
Tutte le mie esperienze hanno messo in evidenza questi aspetti: nonostante un'acclimatazione ben condotta ho perso degli animali e visto soffrire altri. In particolare i due giorni successivi all'inserimento in vasca sono significativi di un possibile inizio di fenomeni di ritiro e morte del tessuto dovuti allo stress mal sopportato.
Ho recuperato molti degli animali sofferenti che oggi, dopo mesi dall'inserimento in vasca, hanno nuovamente un tessuto spesso e in salute.
Certo, i colori sono ancora assenti (anche se il marrone è un colore!) ma per quelli c'è tempo.
L'importante ora come ora è assicurarsi di avere salvi i coralli scelti e inseriti, anche solo piccole porzioni di essi. Infatti, sebbene a rilento, ricresceranno!
La sfida è quella di salvarli, accudirli e fornire le migliori condizioni di crescita per un optimum che si manifesta con crescite rigogliose e colori meravigliosi, quasi come avvenisse in natura nel loro habitat.
Vi lascio con le fotografie degli animali inseriti ieri, così che si possano notare i colori assenti e la sofferenza di alcuni rami.
Il prossimo passo' Bombola di CO2 e reattore di calcio in funzione!

Acropora tenuis verde. Evidenti le zone sofferenti qualche ora dopo l'inserimento in vasca.
Sempre la tenuis verde. Come si nota, per fortuna, l'animale non ha tirato dal basso. Speriamo continui a resistere in questo modo, perchè il recuperò sarebbe di sicuro migliore.
Acropora tenuis crema punte celesti completamente "smarronata".
Acropora cytherea bianca/rosa con polipi verdi. Anche questo animale mostra sofferenza evidente, con perdita di tessuto in alcuni rami (in alto a sinistra) e perdita di colore.
Acropora spp., gentile omaggio ricevuto con l'ordine degli altri coralli. Questa acropora, purtroppo, ha perso tessuto dal basso e da alcuni rami posteriori. Spero si riprenda ma ci sono ottime probabilità Sono curioso di sapere che animale si cela dietro ad un colore insignificante e piccoli polipi bianchi appena accennati.
Acropora spp. Anche questo animale è da identificare. Ho deciso di acquistarlo perchè possiede un tessuto di un giallo ocra particolare, con polipi verdi e crescita verde/blu. Chissà come diventerà in vasca con i miei valori!
Stylophora pistillata "shocking pink". Bellissimo animale che sembrerebbe in salute.
Stylophora pistillata "milka". L'unico animale che appena messo in vasca, nonostante sia giunto spezzato in due e schiacciato dagli altri nel pacco, ha spolipato completamente! Meraviglioso.

domenica 15 giugno 2014

Caldo estivo e refrigerazione dell'acquario di barriera: via col vento!

Arriva il caldo e devo confrontarmi con un problema che attanaglia tutti gli acquariofili del mondo: l'eccessiva temperatura in vasca!
Problema che, per la vasca, potrebbe anche essere deleterio, basti pensare che per aver toccato i 29°C tutti i miei coralli (non tanti a dire il vero) hanno immediatamente perso quel poco di colore che avevano...
Alcuni acquariofili rispondono alle temperature eccessive impostando ed utilizzando dei refrigeratori. Questi apparecchi sono sicuramente performanti, probabilmente molto più accurati di altri termostati di minor costo ma, come intuibile, dispendiosi nell'acquisto e nel mantenimento.
Hanno però dalla loro anche il fatto di non impattare sull'evapotraspirazione della vasca come nel caso di una ventilazione superficiale.
Non inserisco fotografie di refrigeratori per non fare pubblicità! Al loro posto metto una splendida fotografia di Valeria Mameli che ritrae mia figlia Matilde mentre passeggia serena con il suo amato "Bimboccio"

Matilde e Bimboccio lungo il viale
Altra alternativa è quella di utilizzare delle ventole tangenziali collegate ad un termostato. Le ventole tangenziali sono sicuramente molto performanti ma hanno dalla loro un assorbimento elettrico non proprio contenutissimo (meno comunque del refrigeratore), un'estetica orripilante e deturpante e, infine, il solito effetto evapotraspirativo.

Ancora, il caldo si combatte anche con le "ventoline da pc", acquistabili già assemblate oppure passibili di "fai da te".
Le ventoline, sebbene pecchino in potenza, sfruttano il contingente numerico (se ne trovano anche a 6 vie) per la performance del raffrescamento senza incidere troppo sulla bolletta!
Inoltre, sono sicuramente meno rumorose dei sistemi sopraccitati, più economiche e se ne trovano di particolarmente interessanti con discreti valori di rpm.

Nel mio caso ho optato per le ventole a 6 vie appena descritte. 
Il mio progetto ha previsto l'acquisto di 2 sistemi di ventole (un totale di 12) e di un unico termostato.
Questo è il JBL Cool Control, semplice e discreto anche se non proprio dotato di una sonda precisissima (per avere 25 gradi in vasca devo impostare un valore di 23°C).

Il termostato JBL non è dotato di alimentatore, bensì utilizza quello delle ventole connesse e funge, in pratica, da interruttore aggiunto.
Dal momento che il nostro hobby è anche "fai da te", ho acquistato volutamente un unico termostato per comandare entrambi i sistemi di ventole! L'unico inconveniente nel fare questo è che l'alimentatore connesso è potenziato per un solo set di ventole, dunque nell'alimentarne due notiamo una piccola perdita di potenza e di velocità di giri delle ventoline.
Questo fatto, oltre che ovviabile acquistando un alimentatore leggermente più performante, ha dalla sua il fatto che le ventole si accendono e spengono all'unisono e sono ancor più silenziose: minore velocità di rivoluzione = minor rumore!
Per poter connettere entrambe le ventole al termostato è necessario assemblare un moltiplicatore di prese DC 5. Niente di complesso, basta avere connettori (una femmina e due maschi), un cavo (il mio è anche schermato), un saldatore con dello stagno e circa 8 euro in tasca!

A voi, dunque, l'ardua sentenza!
Nello scegliere il sistema giusto bisogna considerare tanti fattori, tra cui la climatizzazione del locale in cui è la vasca.
Inoltre, usarne anche due contemporaneamente mica è vietato! Io per adesso mi godo i miei 25°C in vasca contro i 30 in casa!!!

sabato 24 maggio 2014

Paracanthurus hepatus presente!

Dopo aver esaudito il desiderio di mia figlia con la coppia di ocellaris è giunto il momento di rispettare il volere di mia moglie Manuela con un meraviglioso Paracanthurus hepatus. Anche a me non è che dispiacciano sia ben chiaro!!!
Dunque oggi dalle ore 19 la pacchia per il flavescens è ufficialmente terminata.
In questo momento in vasca è in atto una vera e propria prova di forza tra chirurghi... Lo Zebrasoma è completamente aperto e relega in un angolo il Paracanthurus che, ancora spaventato dall'inserimento, non sa che pesci prendere! Inserisco il video delle prime schermaglie a luci appena accese: non proprio amore a prima vista! Speriamo bene... Di certo non regna la serenità in vasca...
Se tutti sopravvivono tra un paio di giorni sarà riequilibrato il rango e regnerà nuovamente la pace (spero).











venerdì 23 maggio 2014

Se non fosse per le Aiptasia...

Devo dire che la vasca sta girando molto bene! Ho dovuto affrontare la pulizia della pompa dello skimmer, per il resto la tecnica va egregiamente e non mi posso lamentare!
Se non fosse per le odiosissime aiptasie maledette, parlerei allora di un sistema davvero ben avviato e promettente!
Purtroppo, sebbene la sperimentazione del prodotto Aiptasia X fosse soddisfacente, mi sono dovuto arrendere ad una lotta impari... Sostanzialmente è inutile siringare le aiptasie che ci appaiono visibili se questo è fatto con la falsa speranza di debellarle. La sola utilità risiede nel controllarne la crescita!
Ho dunque acquistato 3 Lysmata da un negozio online (in Sardegna cercare Lysmata wrdemanni o boggessi equivale ad ambire ad un 6 al superenalotto!) e, assieme ad una splendida Euphyllia divisa e ad una Acropora staghorn celeste (che ospita un simpaticissimo granchio simbionte, credo un Tetralia nigrolineata) sono arrivati quelli che a detta del negoziante avrebbero dovuto essere dei wurdemanni.
Uso il condizionale perchè, nonostante la livrea sbiadita all'arrivo e l'attuale impossibilità di scorgerli in vasca (chissà dove saranno finiti!) penso proprio di aver ricevuto due boggessi (dalla tipica colorazione scura della coda) e un probabile piccolo wurdemanni.
Anche se a pochissimi giorni dall'inserimento mi sento di fare alcune osservazioni:
- siano wurdemanni o boggessi vi assicuro che il discorso della timidezza è una cavolata pazzesca, perchè tutte le specie appena inserite in vasca si nasconderanno e basta;
- se avete un sistema ricco di nutrienti e cibo alternativo come il mio (che brulica di qualunque ben di dio), la speranza che i nostri amici mangino immediatamente le aiptasie è ZERO! La valutazione del loro possibile ruolo potrete farla solamente dopo quantomeno un mese.
Proprio questo è il termine ultimo che mi sono dato: un mese. 
Fino ad allora non toccherò più una sola aiptasia! 
Se entro un mese non vedrò risultati allora penserò ad altro, ma sempre e solo BIOLOGICO.
Sarà allora la volta di una Berghia verrucicornis? Spero proprio di no!
Comunque, non pensiamoci per ora e godiamoci i nuovi inserimenti in vasca! E la staghorn dopo solo pochissimi giorni sta già tornando completamente celeste!

giovedì 15 maggio 2014

Lotta contro le aiptasie: dall'aceto di vino bianco al tomentosus e ora Aiptasia X della Red Sea

Come ho detto sin dal primo post del blog, vorrei esprimere il mio giudizio su tutto ciò che sperimento nella vasca.
Aprirò diversi post sulla parte tecnica per descrivere le mie impressioni su ogni componente installato e sulla performance ottenuta!
Vorrei cominciare con il prodotto in oggetto: Aiptasia X della Red Sea.
Premetto che all'inizio le aiptasie erano l'ultimo dei miei pensieri: come avrei potuto avere problemi di aiptasie partendo con il 90% del sistema sterile?
Il mio amico Michele ha sempre lottato nelle sue vecchie vasche (non nella bellissima ma sfortunatissima ultima vasca) con questi esseri subdoli, senza mai riuscire ad avere la meglio... Al punto che se parlaste mai con lui vi accorgereste che ha maggior timore delle aiptasie che delle turbellarie!!! E vi ho detto tutto. Proprio per questo motivo sin dal primo momento in cui abbiamo pensato alla realizzazione della vasca il monito iniziale è sempre stato: "Regola n° 1 le AIPTASIE MAI!". Dunque ho attentamente selezionato le rocce vive da inserire in vasca per fungere da inoculo del sistema... Ma evidentemente non troppo attentamente... 
E proprio l'acquisto che reputavo più sicuro, nonché garantito dalla titolare (l'unico fatto in un negozio qua in Sardegna, il resto preso da utenti privati) si è rivelato fatale... Ancora oggi mi pento di quell'acquisto, ma se tornassi indietro penso che lo rifarei per tante ragioni...
Comunque pace... Oggi mi ritrovo con le aiptasie in vasca e la lotta contro questi esseri affascinanti è quotidiana.

Ho iniziato siringando con aceto di vino bianco i pochi individui appena nati, ma non ho ottenuto risultati soddisfacenti. Reputo controproducente questa pratica perché per avere la meglio bisognerebbe essere dei chirurghi, infilzando perfettamente il bersaglio e sperando che tutto il suo corpo vada in degrado... Questo è improbabile, soprattutto se le aiptasie sono piccole. Dunque il risultato più probabile è che ci si ritrovi la vasca con tanti piccoli esemplari sparsi qua e là!
Ho dunque compreso che la soluzione al problema passi per forza attraverso la lotta biologica, di questo sono sempre stato convinto.
Ho cercato Lysmata wurdemanni senza successo, Lysmata boggessi e altri mangiatori di aiptasie che avessero la capacità di arrivare e disinfestare il più recondito angolino della vasca, ma non ho mai avuto successo... Purtroppo aggiungerei, perché con loro adesso le aiptasie sarebbero un ricordo lontano!

Ho invece optato per l'acquisto del pesce Acreichthys tomentosus, a detta di molti un vero toccasana per debellare le aiptasie. In effetti il primo periodo che ha bazzicato per la vasca ha fatto (forse) il suo dovere, ma da quando le alghe sono sparite dalle rocce e sono emersi tanti piccoli esemplari di aiptasie lui è diventato completamente inutile! Infatti odia la corrente, di giorno se ne sta dietro la rocciata e la notte dorme... 

Questa pessima esperienza mi conduce a pensare di cercare nuovamente gli anelati Lysmata (i boggessi in particolare), trascurando i nudibranchi come Berghia verrucicornis che, oltre a costare moltissimo, morirebbe dopo aver adempiuto al suo dovere... A meno che non mi capiti di pescarne una nel mio bellissimo mare della Sardegna! A quel punto potrei inserirla per poi cercare di liberarla nuovamente nel suo habitat: una sorta di catch and release!!!

Berghia verrucicornis
Nel frattempo, però, le bastarde si riproducono, hanno raggiunto anche il refugium, e sono minuscole!!!
Credo che questo sia il risultato dovuto alle siringate con aceto... Dunque, in attesa di inserire quantomeno un gamberetto nel refugium e due in vasca, ho deciso di tenere sotto controllo l'invasione utilizzando il prodotto della Red Sea Aiptasia X.

Devo dire che il prodotto fa il suo sporco lavoro con maggiore semplicità rispetto all'aceto, e di sicuro con maggiore efficienza ed efficacia. Usarlo è semplicissimo e se tutto va come dovrebbe dell'aiptasia non rimane più niente nel giro di 12 ore.
Anche il prodotto si dissolve rapidamente e non ho notato effetti su pesci o zooplancton: gli anfipodi ci sgazzano senza problemi!
L'unica cosa che ho notato è che l'Acropora aspera soffre al suo utilizzo e non saprei come mai solo questa specie (bisognerebbe fare un'indagine scientifica in merito). E soffre parecchio, nel senso che il tessuto si ritira completamente! Ma niente di preoccupante pare, perchè dopo poco riprende a "spolipare". Per il resto credo che il prodotto sia interessante e ci trovo un solo limite: non arriva ovunque! Per quanto riguarda la contestuale efficacia sull'arresto della dispersione delle planule non posso proprio esprimermi visto che lo utilizzo ad infestazione già in atto...
Dunque, se come me avete problemi con le aiptasie sono convinto che la soluzione esista e sia la seguente: lotta biologica e chimica contestuale!
Scegliete voi l'organismo da prediligere in vasca ma mi sento di sconsigliare il tomentosus nel caso abbiate intenzione di inserire in prevalenza SPS e, dunque, necessitiate di un certo movimento dell'acqua.

mercoledì 14 maggio 2014

Amphiprion ocellaris per la felicità di Matilde

Ebbene si, non ho resistito!
Ieri sono passato a trovare il mio amico Luca, titolare di un bellissimo negozio di acquariofilia a Sassari e ho visto loro due.
Ammetto che l'Amphiprion ocellaris è un mio vecchio amore ma mai ho potuto ospitarlo e prendermene cura per le ridotte dimensioni della precedente vaschetta che ho avuto. 
Si è presentato il momento giusto: vasca avviata, cibo vivo in abbondanza, pesci bellissimi e molto vivaci, figlia di quasi 3 anni!
Devo dire che con il loro nuoto instancabile, appena inseriti in vasca hanno animato l'intero sistema, spingendo anche il diffidente flavescens a uscire più spesso e nuotare con loro.
Si tratta dei primi pesci "ornamentali" inseriti, al di là di qualsiasi motivazione di utilità (non mangiano aiptasie come il tomentosus, ammesso che il tomentosus riprenda a farlo).
Inutile dire che mia figlia Matilde è impazzita nel vederli... Ve li presento, ovviamente "Marlin" e "Nemo" sono i loro nomi. Matilde mi ha chiesto dove fosse la mamma... Bella domanda!





Il pesce pagliaccio è davvero un bel pesce, sia per la livrea che per il comportamento. Sappiamo che Amphiprion ocellaris è una specie ermafrodita proterandrica non autosufficiente, ovvero gli individui quando nascono sono tutti maschi e quello di maggiore stazza diviene la femmina che produrrà le uova fecondate dal maschio.
La possibilità che vivano bene in un acquario in assenza di anemoni di mare, loro ospiti per antonomasia, è consolidata. Queste specie, comunque, spinte da un istinto ancestrale, cercano la simbiosi e la mettono in atto anche con le sclerattinie. 
Non so se potrò mai godere dell'evento simbiontico nella mia vasca, ma me lo auguro vivamente! Una Catalaphyllia è già presente (difficile ma possibile casa per i due pagliacci), poi vedrò di inserire altri LPS noti per fungere da dimora per questi splendidi esseri viventi!
Vedremo come va... Spero che anche Marlin e Nemo mi facciano compagnia per diversi anni della mia vita!

lunedì 12 maggio 2014

Un piccolo aggiornamento

Ad una esatta settimana dalle ultime foto (e dalla modifica del layout) posto alcune fotografie per mostrare l'impressionante accelerazione che ha subito la vasca.
Sembra quasi un'altra: gli anfipodi sono esplosi; c'è vita ovunque si guardi; le rocce sono quasi del tutto pulite e stanno assumendo colorazioni suggestive; i coralli stanno bene e qualcuno comincia a crescere; i pesci sono in piena salute.
In tutto questo anche il refugium è completamente tirato a lucido... Tutto questo, ripeto, in una settimana!
Comincio a credere che il progetto darà delle soddisfazioni ai suoi ideatori (anche e soprattutto a Michele).
 
A voi le foto che, come al mio solito, non rendono per niente!