Translate

sabato 14 settembre 2013

Lavare l'aragonite per il DSB

Armato di buona lena oggi mi sono deciso a lavare quel centinaio di chili di aragonite che gentilmente Michele mi ha donato.
Si tratta della sabbia che aveva nel suo reef e che, purtroppo, ha subito un collasso per mancanza di corrente elettrica qualche tempo fa...
Ecco perchè nel progetto non manca la predisposizione per affrontare un blackout!
Tornando a noi, ho approfittato della cortesia dei miei genitori per recarmi in campagna e accingermi al lavaggio utilizzando acqua di pozzo. Questo, oltre ad evitare consumo inutile di acqua di rete, ha agevolato la buona pulizia con acqua priva delle schifezze che, al contrario, quella condottata porta con sè (diffido dalla potabilità dell'acqua della mia città...).
Solo un piccolo problema all'inizio, dovuto ad una gravissima forma di aracnofobia che mi porta a controllare qualsiasi angolo e punto in cerca di temibili nemici ad otto zampe!
E, come è risaputo, in campagna è facile trovare un ragno tanto quanto al mare trovare l'acqua! Come volevasi dimostrare la prima infelice sorpresa si celava già nel cancello di ingresso! Per la serie "cominciamo bene"!!!

esemplare di Tegenaria, uno dei pochi ragni velenosi sardi
Archiviata la questione ragno (una bestiolina di 3 cm!), ritrovato il coraggio, ho iniziato con il lavaggio.
L'operazione è un po' noiosa: mentre  l'acqua è corrente si deve smuovere di continuo la sabbia per sospendere il particolato indesiderato.
Un metodo molto efficace, nonché efficientissimo, consiste nell'inserire la pompa in mezzo alla sabbia e smuoverla con il flusso dell'acqua. Ciò permette di accelerare i tempi della pulizia risparmiando una notevole quota di acqua ed energia! Inoltre (cosa da non sottovalutare) si possono lavare contemporaneamente diversi chili di sabbia, senza stare appresso ad inutili secchielli!!!
Come si vede dalle fotografie che seguono la sabbia si presentava non certo pulitissima anche se, devo ammetterlo, pensavo davvero peggio!

 


La pazienza, comunque, è ripagata appieno quando l'acqua versata comincia a schiarire!


Alla fine ho lavato tutta l'aragonite impiegando quasi 3 ore di lavoro... 
I prossimi steps saranno:
- sistemazione definitiva della tecnica in sump dopo l'arrivo delle vasche;
- sistemazione dell'impianto idrico;
- chiusura della struttura e rifinitura;
- rifinitura della "zona plafoniera";
- prove della rocciata e riempimento!!!
Chissà se per fine mese ce la faremo... STAY TUNED!!!

lunedì 9 settembre 2013

Terra in vista!

Dopo l'arrivo del reattore di calcio finalmente ho potuto ordinare le ultime vasche adibite a refugium e sump.
Il primo sarà alimentato con una deviazione dallo scarico e la regolazione sarà possibile tramite un semplice rubinetto. Le dimensioni scelte sono 40*30*40 con uno scarico del 25 per il collegamento diretto in sump.
Quest'ultima avrà le dimensioni 58*38*35, ospiterà la tecnica e avrà uno scarico del 20 che fungerà (spero di non usarlo mai!) da troppopieno in caso di malaugurato allagamento...
Come al solito Michele ha elaborato in 3D i progettini e io ne approfitto per mostrarli (è anche un modo, seppur minimo, per omaggiarlo del lavoro fatto).


Nel frattempo alcuni lavori in casa hanno offerto l'opportunità di fare una prima prova di carico "leggero" della struttura portante con qualche libro e altre cianfrusaglie...
Diciamo che, oramai, il momento di partire si avvicina (così come il momento in cui dovrò lavare quel centinaio di chili di aragonite per il DSB!!!).
Dunque a presto per novità importanti...

sabato 31 agosto 2013

LGr1401

La tecnica della vasca annovera tra le sue fila lo splendido reattore di calcio in oggetto!
Si tratta di un modello apparentemente sovradimensionato per il litraggio della vasca, scelto per non porre futuri limiti all'inserimento di coralli sps.
Acquistato in un mercatino online verrà testato per bene ad avvio della vasca. Si, avete capito bene! L'intenzione è quella di mettere da subito in funzione il reattore per un semplice motivo: utilizzare l'acqua del mediterraneo (di per sè mediamente con concentrazione dello ione attorno a 420 mg/l) richiederà una diluizione per arrivare alla corretta salinità. Detta diluizione inevitabilmente porterà il valore di calcio al di sotto di 400 mg/l (prevediamo 380 circa)... Per tale motivo cercheremo di tarare il reattore in modo da aumentare costantemente (sebbene di pochissimo) la concentrazione. Tutto questo aiuterà a mantenere i valori del sistema costanti il più possibile, anche e soprattutto durante la maturazione, eleggendo lo sviluppo di alghe superiori antagoniste delle famigerate filamentose.
Ciò, parallelamente alla presenza di un refugium algale ed all'utilizzo di un pH controller dovrebbe dettare tempi e modalità ottimali per la maturazione di un sistema complesso che parte (lo ripetiamo) con la prevalenza di rocce e sabbia morte...
Si tratta di una sfida ma vedremo... Di certo non vi è fretta, dunque la partenza è incoraggiante!!!

sabato 17 agosto 2013

Vano tecnico

Come anticipato posto le fotografie del vano tecnico sito in una piccola soffitta proprio sovrastante l'angolo della vasca.
L'importanza di questo ambiente è cruciale perché permette di risparmiare molto spazio utile in sump e di alloggiare impianti delicati in separata sede...
La scelta è di posizionarvi: futura bombola di CO2; impianto di osmosi; batteria da auto 12 volt (minimo 50 ampère) per l'unità di backup.
Ecco a voi le fotografie del vano.



Come potete notare tutto è stato disposto dentro un mobiletto per evitare che la tecnica si riempia di polvere e si bagni viste le condizioni non ottimali delle tegole! Anche se, bisogna riconoscerlo, l'aerazione naturale della soffitta aiuterà a disperdere eventuali vapori prodotti dalla batteria di recupero.
Da notare che lo scarto dell'osmosi è indirizzato direttamente dentro uno dei serbatoi di accumulo, evitando così la perdita di preziosa acqua. Lo scarto, sebbene più ricco in sali rispetto all'acqua di rete, viene così diluito e non altera le caratteristiche qualitative dell'accumulo: anche se  non è usuale bere l'acqua di rete ci si attaccano comunque gli elettrodomestici!!!
Infine, una piccola menzione al funzionamento del sistema di rabbocco automatico. L'impianto osmotico a 4 stadi, sito in questo vano ha un problema inerente al collegamento con il galleggiante posto in sump al piano inferiore. Quest'ultimo comanda l'elettrovalvola connessa all'impianto subito dopo i primi 2 stadi di filtrazione (a 5 micron e a carboni) e subito prima del passaggio del flusso in membrana. Il principale problema dei dispositivi a bassa tensione è il dimensionamento della sezione dei cavi che è direttamente proporzionale alla somma della loro lunghezza (legge di Ohm). Nella mia situazione la somma della distanza è di circa 10 metri. Applicando formule facilmente reperibili anche in rete, dovendo alimentare una elettrovalvola con un basso amperaggio (1,67 A) e voltaggio, si è optato per un cavo da 1,5 mm2 di sezione.
La situazione si ripeterà con la batteria del sistema di backup, la quale però avrà un elevato amperaggio. Per evitare un importante calo di tensione i cavi scelti hanno una sezione di 3 mm2... Per il momento ho potuto testare la funzionalità del solo sistema di rabbocco e tutto va a meraviglia!
Si conclude così una prima fase di costruzione e rifinitura.
Giusto per intenderci, posto le foto della struttura e della sump con una prima ipotesi di posizionamento della tecnica esistente.


 Come sempre: STAY TUNED!!!

mercoledì 14 agosto 2013

Acqua, gas e luce! E non solo...

Inizio settimana roboante per il progetto!!!
Ci si avvia alla conclusione dei lavori che, causa stop vacanziero, ipotizzo per fine settembre...
Come da titolo, si intuisce che in questi giorni si è provveduto (sempre in compagnia dell'immancabile Michele!) a collegare e collaudare gli impianti.
Non dimentichiamo, inoltre, il rivestimento in cartongesso idrofugo che sarà mia premura verniciare quanto prima.
Di seguito Michele impegnato ad avvitare le ultime viti...


Oggi stesso ho carteggiato le rifiniture e stuccato gli ultimi piccoli particolari, come ad esempio l'angolo tondeggiante.
Altro lavoro eseguito con Michele è stato il posizionamento del sifone di condensa in qualità di scarico per lo schiumato dello skimmer (unicamente in caso di assenza prolungata) e di troppo pieno antiallagamento per la sump.

I cavi che si vedono serviranno a collegare il galleggiante del sistema di rabbocco e il safety connector per l'unità di backup.
Si è optato per sezioni di 1,5 mm2 per i cavi del galleggiante e di 3 per quelli al safety.
Il tutto ospitato in una piccola soffitta che è divenuta vano tecnico e che mostrerò in un post apposito dopo aver effettuato una bonifica completa dalla polvere!

LUCE
Un altro importantissimo tassello è stato quello di posizionare la plafoniera (anche se ancora in maniera provvisoria) con 2 barre filettate da 16 che sporgono di una 50ina di cm ed entrano nel muro per una 20ina. Le barre saranno tassellate chimicamente e messe in bolla.
La plafoniera (la cui luce è IMPRESSIONANTE!!!) sarà rivestita da una struttura in legno a mo' di cassetto, il tutto per coprire alla vista antiestetici cavi e barre. In questo modo otterremo un effetto di sospensione e rifinitura degno del progetto (o almeno speriamo!).
Contemporaneamente, ho collegato anche 2 multiprese (notissime ed utilizzatissime nelle sump degli acquariofili italiani) e rivisto la coibentazione e la pannellatura della struttura.
Eccole accese con il coibentante in loco.

E dopo la pannellatura con il PVC espanso.


ACQUA
Ho collaudato l'impianto di osmosi, anch'esso sito nel vano tecnico, che sarà comandato da una elettrovalvola da 12 volt collegata ad un interruttore attivato dal galleggiante.
Tutto è filato liscio! 1 litro in 9 minuti (l'autoclave garantisce 2,5 bar di pressione nella mia rete).
 
GAS
CO2 sita ugualmente nel vano superiore e testata con diffusore contabolle!!! 
Il tutto funziona perfettamente!!!


Che altro posso aggiungere... Forse, visto che oggi è una giornata molto speciale per la mia città, il più classico degli auguri sassaresi: A ZENT'ANNI!
E adesso tutto è nelle mani del falegname, mentre io studierò le misure della sump e del refugium...
Dunque, WAITING FOR THE CARPENTER!!! STAY TUNED!!!

mercoledì 7 agosto 2013

Rivestimento interno...

In attesa che venga lunedì (giornata impegnativa per i lavori di rivestimento esterno della struttura, passaggio tubi e cavi, collegamento dell'elettrico, fissaggio di barre sospensive per la plafoniera, collegamento osmosi e scarico di condensa per lo skimmer), mi sono dilettato nel pannellare l'interno della struttura per coprire il "giallo acceso" dello stirene.
Ho scelto come materiale un PVC espanso di colore nero, vista la facilità nella lavorazione e nell'assemblaggio (tutto rigorosamente ad incastro e senza colla vinilica!).


 

Come si può notare l'effetto è gradevole nonstante le imperfezioni. In ciò aiuta certamente il colore nero che ricalca quello della struttura.
Il tappettino di appoggio grigio, invece, è di gomma rigida insonorizzante.
A questo punto non resta che aspettare... Una volta ultimati i lavori di lunedì potrò finalmente chiamare il falegname per gli ultimi "ritocchi" prima di cominciare a piazzare le vasche!!!
La sump sarà verosimilmente una 55x40x35/40h, mentre ancora devo decidere le dimensioni del refugium di Chaetomorpha. Quest'ultimo, infatti, dovrebbe essere almeno 1/10 del volume lordo della vasca principale, nel mio caso almeno una 40ina di litri. Pensavo ad una 40x30x40h (48 litri lordi) da poggiare su una mensola interna...
Vedremo più avanti il progetto!
STAY TUNED!!!



mercoledì 31 luglio 2013

Modifica del bicchiere dello skimmer LGs800sp

Come non ringraziare Geppy Apuleo, titolare di LGM Acquari, che con la solita disponibilità ci ha fornito un apposito passaparete da inserire dopo aver forato con cautela il collo del bicchiere a circa 3-4 cm dal bordo superiore.
Ciò consentirà lo scarico dello schiumato "in automatico" durante un'eventuale assenza prolungata.
Lo scarico prevede l'interposizione di un piccolo sifone da condensa utilizzato per i sistemi di climatizzazione domestic.

Come potete immaginare il lavoro di cesello per la foratura del plexiglass non poteva che esser fatto da mani esperte... Ebbene si, sono andato da Mastro Michele che con la sua oramai nota maestria (la ripetizione vuole essere un rafforzativo!) ha forato su misura e piazzato il pezzo.
Per la foratura si è utilizzato un mini dremel, una punta idonea e una mano ferma!





L'ultima immagine mostra lo speciale passaparete in posizione e a completa tenuta stagna!
Diciamo dunque che la prova di collaudo è stata superata a pieni voti!
Debbo, dunque, ancora una volta ringraziare il mio amico Michele che oltre a donarmi la sua maestria mi ha anche ceduto le rocce e la sabbia del suo precedente acquario...
Questo dono racchiude in sè grande responsabilità, al pari di un cimelio di valore. Farò in modo di ripagare Michele con la passione e la voglia di far rivivere quelle stesse rocce e quella sabbia nel mio angolo di reef! Ma solo dopo averle lavate accuratamente!!!
E ora al lavoro! Prima delle ferie c'è ancora tanto da fare e non mancherò di documentare tutto!
Come sempre: STAY TUNED!!!

giovedì 25 luglio 2013

Senza colla vinilica!

Per questo lavoro vi serviranno:
- un taglierino
- delle lastre di polistirene
- una bella riga
- una matita

e un pizzico di precisione, ma anche no...

Fffffatto???

Il mio risultato è il seguente



Manca solamente un piccolo pannello laterale che aggiungerò dopo aver messo a dimora lo scarico di condensa per lo schiumatoio e eliminato la presa elettrica.
Sebbene il materiale scelto non sia del tutto sostenibile (il ciclo di vita dello stirene parla chiaro!), la facilità di impiego, di taglio e di posizionamento hanno fatto propendere verso questa scelta.
Oltre, ovviamente, a qualità e prestazioni del prodotto quali l'ottimo isolamento termico, l'impermeabilità, l'autoestinguibilità e la resistenza all'attacco di muffe. In ultimo, non dimentichiamolo, è LEGGERO (penso sempre al mio solaio)!!!

lunedì 22 luglio 2013

Days 4 & 5... Missione "in bolla"!

Eccoci nuovamente impegnati a lavorare sulla struttura che sosterrà l'acquario...
Certi che il lavoro celi diverse asperità restiamo concentrati e riflettiamo a lungo durante le prime ore di sabato spese a reperire il materiale mancante...

DAY 3
Si tratta di una giornata importante, visto che oltre a rifinire le pareti dovremo forare il muro ed ancorare chimicamente barre filettate da 18 e posizionare al meglio la struttura sopra un ripiano in gomma insonorizzante...
Raccontata così sembra facile, ma sia io che Michele (autore di un lavoro da vero maestro quale è) sapevamo di avere pochi margini di errore...
Ecco come appariva l'angolo di reef dopo la rifinitura e, soprattutto, dopo l'estenuante lavoro di foratura e posizionamento dei tasselli!









Cosa posso dire... 
Non appena posizionato il piano in marmo e stretti i bulloni per avere una livellatura soddisfacente abbiamo cominciato a tirare un sospiro di sollievo.
Il progetto inizialmente prevedeva l'utilizzo di barre filettate da 16, ma non potendo mettere tutte le barre previste per i fori predisposti, abbiamo optato per le barre da 18. Da notare che UNA sola barra, posizionata e stretta, ha retto SENZA problemi il peso mio e di Michele!
Fatevi il conto: ne abbiamo messe 15!
L'entusiasmo, però, si è placato vista la non perfetta opera della struttura in ferro che, purtroppo, non offre una superficie di appoggio perfettamente in piano (anzi...).
Ciò ci ha davvero messo in difficoltà... Con cosa riempire i vuoti tra la lastra in marmo e la struttura in ferro?
Dopo una ricerca abbiamo optato per un preparato a base siliconica (resistente anche all'acqua e utilizzabile in essa) di colore nero, a parer nostro un buon prodotto per lo scopo. 
Come si dice in questi casi, lo scopriremo solo vivendo...
 
DAY 4
Finalmente l'ultimo giorno di lavori "importanti", cui seguiranno giorni più rilassanti (speriamo presto aggiungerei!!!).
Il lavoro è relativamente veloce, ma richiede pazienza e precisione: con la pistola da silicone, dopo aver posizionato il piano in marmo perfettamente in bolla (è bastata una molletta in legno in qualità di spessorante) si è proceduto al riempimento...


E alla fine di queste giornate, come vedete, non ci siamo limitati a riempire solo lo spazio tra marmo e struttura, così come anche altre bolle sono state gradite!


 Ecco, dunque, a voi l'angolo di reef, rifinito, fissato e pronto per altri interessanti lavori...


Adesso si tinge, si predispone l'isolante e si pensa alla sump e alla plafoniera...
Manca ancora tanto, sebbene un altro importante passo sia compiuto!  
AD MAJORA!


venerdì 19 luglio 2013

Pian piano...

Oggi è la vigilia di un altro intenso fine settimana di lavoro per plasmare l'angolo di reef in casa mia...
Durante questi giorni sono arrivati altri tasselli, tra cui il safety connector della Tunze, un paio di chilogrammi di aragonite oolitica, le multiprese con interruttori separati.
Inoltre, la chicca che spero si concretizzerà in questi giorni: un sifone di condensa che sarà collegato con lo skimmer per automatizzare lo svuotamento in caso di assenza prolungata!
Ma questo sarà un post a parte, come un post a parte riguarderà l'unità di backup che prevederà il collegamento al safety connector di una batteria da auto (sto pensando a quale) tenuta costantemente in carica da un caricatore "intelligente"...
Per il momento vi lascio con l'ultimo arrivo: un piano in marmo di Orosei levigato davvero bellissimo (sarà quasi un peccato coprirlo con la vasca... QUASI!), misure 105,5 x 69 x 3 (spessore) cm.



L'ultima fotografia mostra il particolare dell'angolo stondato, doveroso se si vuole preservare la testolina della propria figlia!!!
E come sempre... WAITING FOR TOMMORROW!!! STAY TUNED!!!

lunedì 15 luglio 2013

Si parte! Days 1 & 2...

Sicuramente un fine settimana polveroso!
I lavori di "costruzione" dell'angolo di reef sono ufficialmete cominciati...

DAY 1
Armati di ferri del mestiere di tutto rispetto, io e Michele abbiamo cominciato un lavoro che, probabilmente, continuerà anche il prossimo fine settimana. In tutto, dunque, si prevedono 4 giorni per completare la prima fase dei lavori di posizionamento.
Di seguito una serie fotografica prima dell'inizio dei lavori, giusto per apprezzare la collocazione...



 

Ed ecco un bello schemino da fare invidia a tutti i bambini desiderosi di sporcare i muri di casa!


La prima tappa, come vedrete, è stata quella di studiare uno scarico idoneo per ospitare lo scarto osmotico (quando non recuperato per altri scopi, ovvero lavaggio pavimenti) e, soprattutto, una bella risalita collegata ad una pompa dedicata esclusivamente ai cambi d'acqua: basterà attivare un interruttore e il gioco sarà fatto!
Ci stiamo riservando la possibilità di studiare un collegamento al bicchiere dello schiumatoio, in modo da poter automatizzare lo svuotamento in caso di assenza prolungata... Vedremo in questi giorni!
Dunque, a voi la foto dello scarico (del 40) e della realizzazione di un sifone antigravitazionale made by Michele! 
 

In effetti l'angolo scelto per ospitare il progetto sembra proprio fatto a posta! Al punto che questa è la reazione di entusiasmo! Bagnata rigorosamente con "qualche" birretta...


"Archiviata" la faccenda scarico, le cose cominciano a farsi serie...
Infatti, essendo  lo spazio ospitato sotto la struttura alquanto lesinato, dopo aver ragionato a lungo abbiamo deciso che parte della tecnica sarà ospitata in una soffitta sita proprio sopra la vasca, dove porremo sia l'impianto di osmosi che per la CO2.
Non solo, ma sempre in questo ambiente si disporrà l'unità di backup collegata al safety connector di una delle pompe di movimento.
 
 


Finite le tracce e passati i corrugati, ci si è dedicati anche alla realizzazione di una nicchia di circa 7 cm di profondità che permetterà di addossare il più possibile la vasca alla parete posteriore, rispettando una simmetria di collocazione nonostante la sporgenza del sistema di overflow.
Questa giornata piena di polvere si avvia alla conclusione!
Ecco la chiusura delle tracce prima della finitura di domani!
E queste immagini giusto per farvi intendere che a fine lavori, se avete moglie e figli che stanno per rientrare, conviene pulire e farlo bene! Nonostante "qualche" litro di birra...


 
DAY 2
Direi che questa giornata è stata un pochino più rilassante, in quanto la finitura non è stata ultimata per colpa di una giornata particolarmente umida...


Si notano comunque dei particolari importanti:
  • le nuove prese posizionate in alto studiate per la plafoniera e, forse, le pompe di movimento, nascoste alla vista da un futuro fascione in legno rimovibile (laccato e del colore delle ante) che avvolgerà la mia 10x39 e ospiterà i chilometri di cavi delle Tunze e del controller (l'idea, insomma, è quella di un cassetto);
  • la nicchia di incasso dell'overflow;
  • un "corrugato-multistrato" a sinistra dal quale usciranno scarto e osmosi, nonché CO2;
  • lo scarico del 40 sulla sinistra per scarto osmosi e acqua del cambio;
  • corrugato sulla destra per collegamento multiprese elettriche.
La presa che si nota in basso a destra sarà chiusa, mentre la scatola sulla sinistra in basso non è elettrica bensì della linea telefonica.
Che dire: stanchi ma molto soddisfatti!
Sabato e domenica venturi contiamo di fissare il supporto sui portanti, ultimare la muratura, piazzare un bel piano in marmo levigato di Orosei e passare, finalmente, allo studio di sump, rivestimento e quant'altro!
Che dire... STAY TUNED!!!

martedì 9 luglio 2013

Meno quattro (- 4)

Sabato è il gran giorno!
Michele ed io (più lui sicuramente!!!) lavoreremo per dare una prima forma all'angolo di reef...
La documentazione fotografica sarà d'obbligo! 
Anticipo che i lavori prevederanno diverse tracce murarie per il passaggio di:
  • un corrugato che porterà i cavi elettrici ad un'unità di backup sita nel piano superiore;
  • un multistrato, usato a mo' di corrugato, che porterà l'acqua di osmosi, quella di scarto e la CO2 (gli impianti saranno siti sempre al piano superiore) direttamente alla zona tecnica della vasca;
  • delle canaline per il passaggio di cavi di alimentazione (o forse una nicchia posta dietro la vasca);
  • un corrugato per i cavi della plafoniera (o forse una struttura di rivestimento della plafo che contenga e nasconda i cavi);
  • uno scarico del 40 per lo scarto dell'osmosi e derivante dai cambi...
Posizioneremo, inoltre, la struttura che sarà adeguatamente tassellata!
Insomma, come vedete il lavoro non manca!!!
Via moglie e figlia per un fine settimana, mi raccomando!
Che dire dunque...
Waiting for that day!!!

venerdì 5 luglio 2013

Se telefonando...

ore 20.15
Pronto? Antonello ciao! Dimmi... Cosa??? Davvero??? Grazie mille! Lo porti adesso? Scendo!!!

ore 20.34


a casa mia!!!


Come si può notare la differenza sta nella presenza di una traversa di troppo al centro... Vedrò come comportarmi dal momento che era stata tolta appositamente per godere di maggiore spazio per la sump...
Potrebbe invece tornare utile per una mensola posteriore di appoggio. Il destino dipenderà dallo studio della sump e della sua organizzazione, possibile solamente a lavoro ultimato (quando la struttura sarà fissa al suo posto e rifinita a dovere).
La vernice era ancora fresca al momento della consegna, dunque qualche "impurità" si è adesa... Nessun problema, visto che la stessa mi è stata consegnata per eventuali ritocchi!!!

Per questo lavoro devo ringraziare alcune persone, permettetemelo...
- Fabrizio Pusceddu, architetto ottimista capace di ridistribuire un carico ingombrante come il peso del mio acquario: grazie mille, soprattutto da parte del solaio!
- Antonello Mongiu, che non smetterò mai di ringraziare per avermi messo in contatto con il fabbro (signor Bruno), per essersi accollato la rottura di scatole di portare la struttura ultimata fino a casa mia e per la splendida fotografia che segue!


Notate la carta antimacchia per la vernice ancora fresca, il barattolo e la scarsa messa a fuoco! La foto, infatti, praticamente la ho estorta!!! Bella Antonè!
Concludo così un venerdì da vero leone, non trovate?
Il prossimo fine settimana io e Michele avremo da fare...